Giornata mondiale dell’Arte: le Marche, regione di artisti

La cosa che sorprende più di tutte è che la giornata mondiale dell’arte sia stata istituita solo 4 anni fa, nel 2019 dall’Unesco (non a caso scelta la data di nascita di Leonardo da Vinci). In fondo la storia dell’umanità è la storia della propensione artistica dell’intelligenza, quella che nessun animale possiede.

L’arte che diviene messaggio universale e dialogo tra le diversità, lo spirito che unisce popoli di radici e culture profondamente diverse, la luce che illumina la capacità creativa. Arte intesa come pittura, scultura, scrittura, musica è qualcosa che nasce assieme all’uomo e forse l’unica cosa che può connetterci e unire anche nei momenti più bui. Come è noto si stima che l’Italia possieda il 70% di tutti i beni artistici esistenti in ogni continente ma se aggiungiamo il peso della scriuttura la percentuale sale ancora. E dell’Italia le quattro regioni del centro, Lazio, Umbria, Marche e Toscana fanno la parte del leone. Come se non bastasse la statistica (fatta peraltro da altri) le Marche sono un fenomeno nel fenomeno. Credo che nessuna regione al mondo possa vantare in una storia di qualche secolo una così vasta serie di nomi di caratura internazionale in ogni campo (nella musica Rossini, Pergolesi, Spontini, Persiani, Gigli,Tebaldi, Corelli, Lauro Rossi Marchetti), nelle arti figurative, qui davvero in particolare con gente come Raffaello, Bramante, Gentile da Fabriano, De Magistris, il Sassoferrato, Podesti, la marchigianità acquisiuta di Lorenzo Lotto, Cucchi, Brindisi, Licini, Trubbiani, Tamburi, Peruzzi, Mannucci) nella letteratura Leopardi, Scataglini, Piersanti, Scarabicchi ,Volponi, Tombari, De Signoribus), e poi nel teatro e nel cinema con Ave ninchi, Virna Lisi, Girotti, Marcorè, Valeria Moriconi, Saverio Marconi, e mi fermo qui tralasciandone almeno altri 20, nei vari settori, che andrebbero nominati.

Insomma un fenomeno assoluto che non trova riscontri in altre regioni della dimensione della nostra e che dovrebbe indurre ad una profonda riflessione su quel valore che spesso e volentieri proprio i marchigiani non riconoscono a se stessi.

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Author: redazione

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