Giorgio Fede si ricandida: “Il M5S unica forza politica del cambiamento”

Giorgio Fede e Giuseppe Conte

“Il 26 settembre sarò ancora qui: da parlamentare o da attivista”

San Benedetto del Tronto, il senatore Giorgio Fede si ricandida. Sarà in lista con il Movimento 5 Stelle alle elezioni politiche del 25 settembre.

Dice: “Ho deciso di ricandidarmi. Anche se non credo che i sondaggi siano completamente veritieri (non lo sono mai stati), sono consapevole che il 2022 non è il 2018, ma, come ho fatto in passato, penso sia fondamentale mettersi a disposizione dell’unica forza politica che ha dimostrato coi fatti di lavorare per migliorare il nostro Paese, per affrontare le tremende sfide dell’attualità, a livello economico, sociale ed ambientale, dopo 30 anni d’immobilismo, favori agli amici miliardari e accettazione supina dei voleri esterni”.

Continua Fede: “Oggi abbiamo un parlamento ridotto ed i seggi sono molti meno, ma non è una circostanza casuale, è frutto delle nostre scelte di ridurre i costi ed adeguarci ad altre democrazie che lo hanno fatto da decenni, portando ad un risparmio di oltre 300.000 € al giorno, perché per noi non è mai stato importante garantirci le poltrone ma lavorare per l’interesse collettivo e mai di parte.

Tra le tante innovazioni proposte che ci hanno portato a mantenere i nostri impegni, attuando oltre l’80% del nostro programma, penso per esempio al superbonus, legge eccezionale con effetti estremamente positivi a livello economico e ambientale, incomprensibilmente osteggiata e sabotata dalle altre forze politiche, o al rapporto con gli altri Paesi europei: grazie al Presidente Giuseppe Conte, per la prima volta, senza mettere in discussione le alleanze, abbiamo cominciato a far valere il nostro punto di vista, i nostri interessi.
Per questo metto nuovamente a disposizione del MoVimento il mio impegno e oggi anche la mia esperienza parlamentare. Lo faccio con la solita passione e con totale dedizione per quella che vedo come l’unica e ultima speranza, per noi e per i nostri figli.
Ho sempre pensato, anche da cittadino, che non basti parlare e lamentarsi ma serva mettersi al servizio per le cose in cui si crede, dal comitato di quartiere all’associazionismo, fino all’impegno per il Movimento, da quando ero attivista fino ad oggi.

So bene che c’è vita anche fuori dai palazzi della politica, tra l’altro la cosa certamente non mi spaventa, ho sempre pensato la vita basata sul lavoro e certamente non sulla carriera politica, ma essendo al mio primo mandato ritengo la candidatura un dovere.
E credo anche sia fondamentale giocare di squadra, e nelle squadre si debbono ricoprire tanti ruoli, dal capo squadra fino ai gregari, per cui do la mia disponibilità a partecipare in qualsiasi ruolo, sarà l’allenatore, il nostro Presidente Giuseppe Conte, a scegliere, secondo la sua sensibilità e le nostre regole.

Ho scelto di ricandidarmi in Parlamento perché sarà lì la battaglia più accesa e per me candidarsi vuol dire “io ci sono”, so che saremo in molti e sono a disposizione del gruppo, dei territori, della nostra base, della squadra, del Presidente”.

 

“E in ogni caso, aldilà dell’esito personale, il 26 settembre sarò ancora qui, da parlamentare o da attivista lo spirito non cambierà: in base ai ruoli che l’allenatore e gli elettori vorranno assegnarci sarò sempre pronto a dare il mio contributo, al servizio della più nobile delle cause.
In questi giorni che ci separano dal voto dovremo lavorare tutti a prescindere dai nostri ruoli, per informare, diffondere le nostre idee ed i nostri programmi, per raccontare il grandissimo lavoro svolto seppur tra mille difficoltà, nascosto da una fitta cortina di fumo fatta di sole polemiche e false informazioni, per convincere tutti ad andare a votare, ancor di più la maggioranza degli italiani che, disorientati da cronache distorte, non hanno compreso quanto sia importante la loro scelta, il loro voto, i loro numeri”.

Conclude Fede: “Perché il 26 settembre ci sarà comunque un Parlamento e poi un nuovo Governo che sceglierà per tutti, per i tifosi ed i disillusi e le differenze ci sono e sono enormi, basta seguire attentamente il dibattito e gli argomenti che muovono la scena politica”.

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