“Giocatori super pagati e neanche sudano, ora mi arrabbio sul serio”

SERIE D – Duro sfogo del presidente Vittorio Massi dopo la sconfitta della Samb

“Giocatori super pagati ma qualcuno non ha neppure sudato”. Durissimo lo sfogo del presidente della Samb Vittorio Massi dopo la sconfitta casalinga con il Notaresco. “Sono stanco di quei calciatori che dipendono dai procuratori -aggiunge il massimo dirigente rossoblù- e che dicono che devono giocare per fare presenze. Basta, sono stufo. Negli spogliatoi mi sono arrabbiato. Se non volete vincere il campionato ditelo. Che alzino la mano, si mettano da parte e siano onesti nei confronti dei compagni di squadra”.

Massi è un fiume in piena. “C’è chi ha tirato la carretta nel girone di andata e che si ritrova addirittura in tribuna e non vengono più considerati. E con loro eravamo primi in classifica. Pietropaolo deve essere messo dentro. Alessandrini ha visto i nomi e li fa giocare. Non va bene. Oggi nel primo tempo abbiamo giocato in nove e non possiamo permetterci di esprimere il meglio negli ultimi venti minuti della partita. Sono superpagati ma poi in campo non danno il massimo. E se non mangi (il riferimento è al Ramadan di Tourè e Mbaye, ndr) poi non riesci a correre. Certo, rispettano le loro norme ma poi in campo si vede la differenza e devono restare fuori. Ne abbiamo ventisei di calciatori. E poi non si possono sprecare occasioni da gol favorevoli. Con sette metri di porta non puoi fare l’eurogol. Bastava piazzare il pallone. Ed invece tira la botta forte. Non si può sbagliare davanti la porta”.

Ed infine anche una stoccata alla terna arbitrale. “Il primo gol del Notaresco -è sempre Massi a parlare- era in fuorigioco. Dalla mia posizione era netto, ben due metri, con il guardalinee che non ha alzato la bandierina, mentre l’altro lo faceva sempre. In casa mai un favore. Sirri si è fermato perché l’attaccante ospite era in offside ed è nato il primo gol. Agli arbitri non fa timore neppure lo stadio e diventano protagonisti. Ma io -conclude Massi- me la prendo con i calciatori. Ben pagati mi devono dare l’anima. Ora mi arrabbio veramente. Ora basta”.

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