Giallo sulla morte di Rosina: fissati gli interrogatori per marito, figlia e nipote

Proseguono i rilievi nella villetta di via Pertini a Montecassiano

Proseguiranno oggi (5 gennaio) rilievi e accertamenti dei carabinieri della Scientifica nella villetta di via Pertini a Montecassiano (Macerata) dove la sera del 24 dicembre scorso era stata trovata senza vita Rosina Carsetti, 78 anni. I familiari conviventi della donna – il marito Enrico Orazi, la figlia Arianna Orazi e il figlio di quest’ultima Enea – avevano riferito di una rapina commessa da un malvivente solitario e che l’anziana sarebbe morta forse a seguito di un malore contestuale all’irruzione o soffocata dallo stesso (leggi).

La Procura – il procuratore Giovanni Giorgio e il pm Vincenzo Carusi – ha invece indagato i tre per concorso in omicidio, favoreggiamento, simulazione di reato e maltrattamenti: il 19 dicembre, la donna – morta per soffocamento secondo l’autopsia – si era rivolta a un centro antiviolenza lamentando presunte tensioni e soprusi. Gli interessati negano gli addebiti, ribadendo la tesi della rapina finita male: il marito della vittima, secondo la versione difensiva, sarebbe stato chiuso in bagno dal rapinatore, – corpulento, con il viso coperto da una maschera -, la figlia schiaffeggiata e legata per i polsi mentre il nipote li avrebbe liberati appena tornato dal supermercato.
Durante un recente sopralluogo nella villetta a schiera, la difesa – rappresentata dagli avv. Andrea Netti e Valentina Romagnoli – aveva rilevato segni di effrazione sulla portafinestra del cucinino che dà sul retro da cui sarebbe entrato il rapinatore. Sul punto, la Procura parla di “valutazioni difensive”. In questo contesto vi sono gli accertamenti avviati, che proseguiranno oggi nelle restanti parti dell’immobile: riguarderanno anche la portafinestra alla ricerca di impronte o altri elementi utili per l’inchiesta.
Gli interrogatori degli indagati sono fissati per il 7 gennaio ma la difesa ha preannunciato che si avvarranno della facoltà di non rispondere. Conferito l’incarico per verifiche tecniche all’analista forense Luca Russo per gli accertamenti sui telefoni e il materiale informatico sequestrato.

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