Fermana-Matelica senza storia, parlano i tecnici dopo il 3-0 scaturito al Bruno Recchioni
di Paolo Catena
La Fermana archivia con una vittoria netta il match contro il Matelica, ma mister Augusto Gentilini mantiene i piedi per terra. Il tecnico gialloblù sottolinea che il successo non è mai scontato e ribadisce come dietro ogni risultato ci siano sacrificio, lavoro e consapevolezza dei propri limiti. «Sappiamo di avere qualità – ha spiegato Gentilini – ma se non mettiamo dentro cattiveria e intensità, le qualità da sole non bastano. Non è scontato vincere: qualcuno pensa che sia una passeggiata, ma non lo è». Il mister ha ricordato che il livello del campionato è alto e le insidie non mancano: «Ogni domenica affrontiamo squadre forti e importanti. Anche oggi abbiamo trovato un avversario organizzato, con giocatori veloci e alcuni con qualità superiori alla categoria. Nessuno ti regala nulla».
Per Gentilini, la chiave è l’atteggiamento del gruppo: «Tutto ciò che stiamo raggiungendo lo dobbiamo al lavoro dei ragazzi, alla loro voglia e alla loro determinazione. Si mettono a disposizione, ascoltano. Ogni domenica per noi sarà una battaglia». Il tecnico è tornato anche sul tema delle difficoltà iniziali: . «Indubbiamente abbiamo delle lacune, certo, ma qualcuno si è dimenticato che siamo partiti molto in ritardo. Non lo dico per lamentarmi, è la realtà: per costruire una squadra ci vuole tempo».
E il processo è ancora in corso: «Questa settimana è arrivato un nuovo innesto. Non dico che siamo un cantiere aperto, ma siamo in continuo movimento. Non è semplice per nessuno dare dettami e idee, e soprattutto creare un gruppo solido, forte, compatto e orgoglioso di cercare risultati». Una vittoria importante, dunque, ma anche la conferma che la strada della Fermana è ancora lunga: tanto lavoro, tanta identità da costruire, e la certezza che il gruppo stia crescendo nel modo giusto.
Nessuna scusa e nessun giro di parole. Dopo la sconfitta netta contro la Fermana, l’allenatore del Matelica Lorenzo Ciattaglia analizza la gara con grande onestà, riconoscendo la superiorità dell’avversario e le difficoltà oggettive che la sua squadra sta attraversando. «Al di là del fatto che affrontavamo una squadra forte, siamo in un momento in cui siamo anche stanchi – ha spiegato – abbiamo giocato tantissime partite, oggi era la diciassettesima gara ufficiale. Praticamente tutte finiscono oltre il 95′. Abbiamo avuto molte assenze e siamo corti: inutile girarci intorno». Il mister non nasconde i limiti strutturali del gruppo: «Per fare calcio servono organizzazione, idee e giocatori. E oggi è inutile discutere: la Fermana è una squadra di una categoria superiore alla nostra. Il campo lo ha dimostrato».

Nonostante tutto, il Matelica ha provato a ribattere quando possibile: «Siamo riusciti a fare bene in alcune situazioni. Non c’è da vergognarsi: loro sono di gran lunga più forti, e così diventa dura. Davanti facciamo fatica a impensierire gli avversari perché abbiamo poche alternative». Ciattaglia è molto chiaro anche nell’analisi offensiva: «Arriviamo spesso fino all’ultimo quarto di campo, ma poi ci fermiamo. Non abbiamo mai dato la percezione di poter fare male. Oggi, sinceramente, Valente non pensava mai di poter prendere gol perché non abbiamo praticamente mai tirato. Questa è la realtà dei fatti». Infine, una riflessione sul lavoro da fare: «Le partite si vincono facendo gol. L’allenatore si mette sempre in discussione: deve lavorare, lavorare, lavorare. Ma non ci giriamo intorno: servono i giocatori. L’allenatore deve allenare bene, certo, ma per vincere servono i giocatori, ripeto».
Nell’ulteriore analisi, Ciattaglia punta il dito anche su una questione più profonda: «Il campionato di Eccellenza richiede ben altro. Tutte le squadre davanti hanno un potenziale importante. Noi in questo momento siamo in difficoltà: dobbiamo fare un’analisi seria». E non manca la riflessione più dura: «Stiamo subendo tanti infortuni, e bisogna capire se alcuni giocatori reggono questa categoria. Se in tanti si fanno male, bisogna chiederselo. Abbiamo attaccanti ancora a zero gol. La squadra lavora bene in settimana, arriva fino alla trequarti e gioca anche un buon calcio, ma poi lì muore tutto». Il rischio è anche mentale: «Se succede per una domenica, due domeniche… dopo subentra lo scoraggiamento. Arrivo lì, e poi mi fermo: diventa un problema». Ciattaglia chiude con realismo: «Le partite si vincono facendo gol. L’allenatore si mette sempre in discussione e deve lavorare, ma servono i giocatori. Per vincere servono i giocatori, punto».
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