Game over “Riolfone”, mister ai saluti: cara società, se esisti batti un colpo

CRISI FERMANA – Salvare il salvabile, non si può andare più avanti con questa guida tecnica. Figuraccia con la Pistoiese, banco saltato

di Lorenzo Attorresi

 

La figuraccia con la Pistoiese – crollo verticale, mai vista una Fermana del genere, leggi la cronaca del match – ha fatto saltare il banco a cinque partite dalla fine. In una stagione condizionata da una miriade di errori, ora bisogna salvare il salvabile. Cara società, se ancora esisti batti un colpo. Sia chiaro, la Fermana dal punto di vista gestionale quest’anno ha sbagliato quasi tutto, ma a metà marzo l’unico parafulmine è (ancora) l’allenatore.

Game over per il signor Giancarlo Riolfo da Sanremo. Dopo la debacle ci si attendeva il “silenzio stampa” imposto dall’amministratore unico Fabio Massimo Conti, e invece no. “Riolfone” si è presentato in conferenza a parlare (comunque nulla di interessante da segnalare…). Saranno state le sue ultime parole della sua faticosa avventura in gialloblu? Queste dovrebbero essere ore caldissime. Il mister ha parlato anche troppo. Sia chiaro anche questo, Riolfo probabilmente non è nemmeno il primo colpevole. Ma paga per tutto ciò che ha mostrato: presunzione tecnico tattica e caratteriale, incapacità di costruire legami dentro e fuori dal campo, risultati discreti diventati via via sempre più scarsi. 

Qualcuno non è d’accordo? Basti pensare che inizialmente nel suo rombo non c’era posto per Pannitteri, autore poi di 8 reti (Neglia su azione ne fece 6…) senza le quali probabilmente la sua Fermana sarebbe ultima in classifica. Meno male che noi giocavamo “a creare personaggi” (cit), perchè lui ce ne aveva uno in casa e non se n’era accorto. Le 13 partite senza vittoria, poi, hanno costituito un record clamoroso. E nelle ultime domeniche i continui cambi di modulo sono stati la cartina tornasole del momento confuso. Anche a Pistoia, Riolfo ha rivoluzionato tutto dopo mezzora: dall’inedito 3-4-1-2 con Marchi trequartista ad un 4-3-1-2 con Rodio a sinistra non si sa bene dove. Significa che, probabilmente, in fase di preparazione della partita non ci aveva capito nulla, cosa che era capitata già più volte in precedenza… Il futuro dell’allenatore dunque appare segnato, a meno che la società non si giri ancora una volta dall’altra parte come già successo qualche settimana fa. Dopo Montevarchi, infatti, “Riolfone” era già diventato “Riolfino”, perdendo potere con tutti.

Che la società non faccia finta di nulla. Quella stessa società che, nel maggio scorso, era stata ringraziata e salutata dalla tifoseria con uno striscione affisso in Duomo durante l’ultima gara dell’anno con la VirtusVerona. Qualcuno non ricorda? “Maurizio Vecchiola, mister, calciatori, società, siete l’orgoglio di questa città”. Ebbene, la società teoricamente è la stessa, solo che Maurizio Vecchiola si è defilato ancor di più, i soldi son sempre meno e gli errori di programmazione sempre gli stessi.

Quest’anno, addirittura, sono raddoppiati. La società Fermana è riuscita a toppare due allenatori su due, visto che dopo l’inesperto Domizzi ha scelto Riolfo, uno che non si è ambientato nemmeno un po’, finendo per stancare tutti, dai dirigenti storici, ai suoi collaboratori e, verrebbe da pensare, anche i calciatori, vista la prestazione fornita con la Pistoiese. Riolfo non è il solo. Probabilmente, come lui, ha fatto fatica ad incidere anche il ds Matteo Scala, d’altronde cosa c’entra a Fermo uno che lo scorso anno faceva il team manager in Serie A con il Napoli? Niente.

Poi i soldi, sempre meno, anche se questa non è una scusante, perchè il più delle volte i soldi la Fermana li spende pure male. Tecnicamente, oltretutto, quest’anno i canarini non sono stati fortunati con le scelte. Due nomi da dare in pasto? Ce ne dispiace, ma Marco Frediani e Ettore Marchi sul campo hanno fatto flop. Su Frediani, però, bastava fare una mezza ricerca per sapere che lo scorso anno si era infortunato gravemente al crociato. Di Marchi, invece, teoricamente si doveva conoscere vita, morte e miracoli considerando che aveva giocato a Pesaro, cento chilometri più su: l’attaccante eugubino, classe ’85, non segna più, ora fa tutto tranne che l’attaccante. I numeri, purtroppo, lo inchiodano.

Ma adesso, a cinque gare dalla fine, con una classifica tornata ad essere terribile, bisogna salvare il salvabile. Chi sarà il prossimo allenatore della Fermana?

Potrebbe interessarti anche

                       

Articoli correlati

                       

Dalla home
VUOI RIMANERE SEMPRE AGGIORNATO?

Iscriviti al nostro
canale telegram

Autore

I Più LETTI
DELLA SETTIMANA

I Più condivisi
DELLA SETTIMANA

 

Ultime NEWS