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Fratelli d’Italia: “Il PD e il M5S vogliono farsi le regole su misura per vincere la partita”

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“Legge elettorale regionale cambiata in corsa: il centrosinistra cerca di farsi una riforma per governare comunque anche in caso di affermazione del centrodestra. Inaccettabile!”

Carlo Ciccioli, Portavoce regionale Fdi e Elena Leonardi, Capogruppo Fdi Consiglio regionale.

Il portavoce regionale, Carlo Ciccioli, ed il capogruppo in consiglio regionale, Elena Leonardi, di Fratelli d’Italia giudicano duramente il tentativo del Partito Democratico, con il tacito assenso del Movimento 5 Stelle, di cambiare la legge elettorale per garantirsi un risultato positivo comunque.

Questa operazione dimostra che il Partito Democratico teme la vittoria del centrodestra e deve trovare degli escamotage per assicurarsi comunque una maggioranza in Regione poiché è sicuro di non avere più il consenso dei cittadini. Contestualmente, il Movimento 5 Stelle con il suo atteggiamento di indifferenza favorisce il PD e punta anche nelle Marche ad un patto, come quello nazionale, di Governo rossogiallo, dimostrando di non avere alcuna fiducia in un suo possibile successo e rinnegando anche nella nostra Regione dieci anni di battaglie contro lo stesso centrosinistra. Così facendo si limita a fare da comparsa pur di entrare nell’area di governo in Regione.

Che brutta fine quella dei rivoluzionari dei 5 stelle e dei cosiddetti riformisti del PD, quelli che volevano cambiare il mondo.

Fratelli d’Italia ritiene che l’innalzamento della soglia al 40% e al 43% per l’attribuzione del premio di maggioranza sia finalizzato solamente a permettere un inciucio in caso di sconfitta del centrosinistra, dandosi così la possibilità di accordarsi in aula per siglare il “patto degli sconfitti”, come al Governo nazionale. Inaccettabile! Martedì prossimo presidieremo il Consiglio regionale per impedire questo ennesimo scempio. Invece che ad una nuova legge elettorale, Ceriscioli e compagni pensassero ai terremotati da tre anni senza casa, alla sanità allo sbando senza personale e con tempi di attesa inaccettabili, alla crisi delle imprese e alla deindustrializzazione della nostra Regione, al dissesto idrogeologico e alle infrastrutture non realizzate.

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