PRIMA CATEGORIA – Caccia ai segreti del cannoniere dell’Atletico Mondolfo che non conosce cedimenti
Dopo il super goal realizzato nell’ultimo turno, ci siamo accorti che ancora, e dopo Biagioli, c’è in giro chi sa far gol e non se ne vanta. La rete contro l’Acqualagna ha riportato la classifica nelle condizioni di mettere in crisi chi pensa di fare pronostici. L’autore Francesco Messina, attaccante dell’Atletico Mondolfo, ha 41 anni ma poi ci si accorge che per fare risultati ci vogliono anche questo tipo di giocatori. 244 reti in carriera, una vita tra serie D, Eccellenza e Promozione, la concentrazione che non viene mai meno e la rete di domenica ne è la prova: “Una punizione di De Angelis, magari presa anche male, finisce a Ordonselli che di esterno la gira sul portiere avversario. C’era terreno ostile e mi è venuto d’istinto che con tutta quell’acqua la palla fosse scivolosa, così quando è sfuggita dalle mani di Gori mi ha trovato lì, poi è stato facile”.
Ecco! Quando si parla di naso, o di intuito, bisogna pensare a questi momenti in cui la testa di una punta vera non nasconde le intenzioni. Perché Francesco ha creduto su quella palla e gli altri no? Di fatto, questa rete ha rimesso in gioco il Campionato! E ora?“: “Noi non ci nascondiamo, abbiamo il più forte portiere del girone (3 rigori parati da quando è arrivato), poi il fantasista De Angelis che è uno spettacolo solo vederlo giocare (confermiamo, tra i migliori della categoria), poi tutti gli altri che ce la stanno mettendo tutta e secondo me possiamo giocarcela con L’Acqualagna“. E nell’elenco dei punti di forza hai dimenticato Francesco Messina:”Si, io cerco di dare il mio contributo, ma attenti: baratterei la vittoria in campionato con la classifica cannonieri che lascio volentieri a De Gennaro oppure a Bozzi che quest’anno sembra inarrestabile”.
Francesco, che segreti hai da far capire per fare ancora gol in questo modo? “Passione, voglia di fare sacrifici con gli allenamenti, ma poi nell’arco degli anni, specialmente in questi ultimi ho cambiato atteggiamenti, comportamenti e soprattutto alimentazione, tutto questo per dare al mio fisico qualche possibilità in più”. Dopo aver saputo questo, è inutile che pensiamo alla prossima domanda, quando smetterà lo chiederemo tra qualche anno. Per ora sappiamo già la risposta.
Come è stata la tua evoluzione di attaccante nell’arco degli anni? “Ho fatto sempre l’attaccante, questo si, ma ho iniziato come esterno alto, come si dice oggi. Una volta ero un’ala, poi qualche allenatore mi ha portato vicino alla punta centrale come appoggio, poi sono diventato la prima punta“. E a furia di chiacchierare è venuta fuori la domanda di rito: chi vincerà questo campionato? Ormai mancano dieci partite, possono sembrare molte ma anche molto poche. “Credo che la classifica sia di pertinenza dell’Acqualagna e nostra, anche se noi sabato prossimo siamo a casa dell’Audax Piobbico, squadra fortissima in mano ad un allenatore che non ha lacune. Sai che ti dico? Sentiamoci sabato sera ne saprò certamente di più”.
Nessun’altra potrebbe inserirsi? “Magari qualche settimana fa ti avrei detto anche Pantano, una squadra che sta in testa tutto il girone di andata ha sicuramente qualche numero, però mi hanno sorpreso le scivolate di questi ultimi tempi. Noi veniamo da 9 risultati utili consecutivi, l’Acqualagna forse anche, per quello che si chiama costanza di rendimento”. Chiudiamo qui la piacevole chiacchierata con un ragazzino dell’85 che sa giocare a calcio, e giocando a calcio fa pure qualche goal.
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