Di Fulvia De Santis
La Funzione Pubblica CGIL interviene in merito alle dichiarazioni rese dall’ex sindaco di San Benedetto del Tronto Antonio Spazzafumo nel corso dell’evento pubblico “A TuxTu con Antonio”, tenutosi il 2 febbraio, e successivamente riprese dagli organi di stampa, che chiamano in causa il funzionamento della macchina amministrativa comunale e, in particolare, l’area dei Lavori Pubblici.
Secondo il sindacato, tali affermazioni risultano “oggettivamente problematiche sotto il profilo istituzionale” e rischiano di generare una lettura distorta delle rispettive competenze tra livello politico e apparato tecnico-amministrativo. “L’eventuale mancato conseguimento di obiettivi di mandato – afferma Viola Rossi, segretaria della Funzione Pubblica CGIL – non può essere ricondotto all’operato dei lavoratori e delle lavoratrici, cui compete esclusivamente l’attuazione tecnica degli indirizzi politici nel rigoroso rispetto del quadro normativo vigente”.
La FP CGIL richiama la necessità di mantenere una distinzione netta e non equivoca tra responsabilità di natura politica e responsabilità di carattere gestionale. “La programmazione, la definizione delle priorità e la verifica dei risultati attengono alla sfera politico-amministrativa – sottolinea Rossi – mentre il personale dell’ente opera all’interno di vincoli procedurali e legislativi che non consentono margini di discrezionalità politica”.
Particolare preoccupazione desta, secondo il sindacato, l’interpretazione che dalle dichiarazioni dell’ex primo cittadino potrebbe derivare in ordine alla presunta presenza di interessi estranei all’interesse pubblico all’interno degli uffici comunali. “Alludere a logiche opache o a condizionamenti impropri, in assenza di riscontri oggettivi e senza il ricorso agli strumenti formali previsti dall’ordinamento, equivale a delegittimare l’intero apparato amministrativo”, osserva la segretaria FP CGIL, evidenziando come tali affermazioni incidano negativamente sulla fiducia dei cittadini nelle istituzioni.
Secondo il sindacato, il tono del discorso di Spazzafumo rischia di generare un effetto amplificatore, buttando fango sulla macchina comunale e inducendo i cittadini a generalizzare criticamente l’operato di tutti i funzionari pubblici. “Creare ambiguità nell’attribuzione delle responsabilità può facilmente condurre a una percezione distorta – osserva Rossi – che ricade sull’intera categoria dei dipendenti, compromettendo la credibilità e il ruolo dell’amministrazione locale”.
Nel merito dell’organizzazione dell’ente, la FP CGIL richiama una condizione strutturale di sottodimensionamento degli organici, consolidatasi nel tempo a seguito di scelte di carattere politico. “Il progressivo depauperamento quantitativo del personale comunale ha determinato un aggravio dei carichi di lavoro e un inevitabile rallentamento di alcuni procedimenti – afferma Rossi – circostanza che non può essere imputata ai lavoratori, i quali continuano a garantire il funzionamento dei servizi con professionalità e senso di responsabilità”.
Come esempio concreto di problematiche legate alla gestione di opere complesse, si può riprendere le dichiarazioni di Spazzafumo relative all’ex stadio Ballarin, dove ritardi e criticità procedurali avevano rischiato di compromettere l’utilizzo dei fondi destinati alla riqualificazione. La vicenda costituisce un caso emblematico in cui le difficoltà operative e i tempi di realizzazione si intrecciano a decisioni di natura politica, senza che ciò possa ricadere sulla responsabilità tecnica degli uffici comunali.
Il sindacato segnala inoltre come, a fronte di reiterate esternazioni pubbliche, non vi sia stato un adeguato confronto con la rappresentanza sindacale. “La disponibilità al dialogo è stata più volte manifestata – conclude Rossi – senza tuttavia trovare riscontro. Interventi pubblici di tale natura, se non accompagnati da un’assunzione formale di responsabilità e da un contraddittorio istituzionale, risultano inopportuni”.
Alla luce di quanto esposto, la Funzione Pubblica CGIL ritiene necessario un chiarimento pubblico e rinnova, nuovamente, la richiesta di scuse formali nei confronti dei lavoratori e delle lavoratrici del Comune di San Benedetto del Tronto, ribadendo l’esigenza di un rispetto comunicativo dei ruoli nell’ambito del dibattito politico-amministrativo.
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