Nonostante l’instabilità geopolitica mondiale degli ultimi anni, il mercato degli investimenti in Italia, soprattutto per quanto riguarda i fondi comuni, continua ad essere piuttosto dinamico. Lo dimostrano i dati dell’Osservatorio Sottoscrittori, l’indagine annuale di Assogestioni che fotografa il mercato dei fondi comuni presentata lo scorso luglio.
Da questi numeri emerge un dato importante: il 23% del milione e mezzo di nuovi clienti del 2024 è rappresentato da under 35. Questo dimostra che i giovani stanno riservando un interesse sempre maggiore verso gli investimenti in fondi comuni. Altro dato interessante è la crescita delle donne investitrici, a dimostrazione di una riduzione del gap non solo in termini di età, ma anche di genere.
Il report ha dimostrato che il settore è in ottima salute, con 11,6 milioni di sottoscrittori nel 2024, un numero quasi invariato rispetto agli 11,5 milioni del 2022, nonostante le tante difficoltà e le diverse incertezze nei mercati finanziari globali.
Dati che, per quanto positivi, vanno comunque presi con le molle e che meritano una maggiore riflessione. L’età media dei principali investitori è infatti piuttosto alta, 61 anni, inoltre i Baby Boomers rappresentano il 41% totale dell’utenza. Questi numeri tuttavia non sorprendono, poiché chi rientra nella generazione dei Baby Boomers ha raggiunto una certa stabilità economica, che consente determinate tipologie di investimento.
Come detto però, anche i giovani iniziano a guardare con maggiore interesse verso gli investimenti in fondi comuni. Gli under 35 stanno gradualmente recuperando terreno, rappresentando il 15% dei sottoscrittori totali, benché il loro patrimonio non superi il 6% delle masse. Inoltre il milione e mezzo di nuovi investitori è composto per il 23% da Millennials e Gen Z. Anche se lontani dai 62.000 euro investiti dalle generazioni più anziane, in un anno la Gen Z è passata ad investire mediamente da 13.000 a 14.000 euro, mentre i Millennials sono passati da 21.000 a 24.000 euro.
Il crescente interesse da parte dei giovani italiani verso gli investimenti in fondi comuni è evidente, ma resta un gap importante con il mercato USA. Negli States, innanzitutto, l’età media degli investitori è di 54 anni ma, soprattutto, il tasso di partecipazione della Gen Z è pari al 35% e quello dei Millennials è del 49%, mentre in Italia è rispettivamente del 7% e del 13%. Un gap che, come spiega il direttore dell’Ufficio Studio di Assogestioni Alessandro Rota, può essere spiegato dal fatto che i giovani americani abbiano più disponibilità economica e inizino a investire prima dei giovani italiani.
Questione di cultura? Potrebbe essere. Mentre negli USA i giovani cercano la loro indipendenza economica al raggiungimento della maggiore età, così non è in Italia. Va però sottolineato che si sta lavorando molto sull’educazione finanziaria, per sensibilizzare i nostri giovani a investire prima e con maggiore oculatezza. A tal proposito sono disponibili vari strumenti e player finanziari, come ad esempio Onlinesim.it, che forniscono consulenza professionale suggerendo i migliori fondi comuni di investimento in base alle proprie esigenze, necessità e obiettivi sul medio-lungo termine, destinati proprio ad avvicinare con maggiore consapevolezza i giovani al mercato degli investimenti.
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