Ferretti ex senza veleno: “Fermana esperienza costruttiva, per Montefano un playoff anticipato”

Ferretti con la maglia della Fermana nella stagione 2024-2025 in D – foto Giacomo Bacalini

ECCELLENZA – Il classe ’86 trascinatore dei viola al quarto posto. L’anno scorso in D prima parte al Recchioni: “Orgoglioso della carriera fatta”

Ha vinto in C a Trapani arrivando in cadetteria, ha vinto in D (“giusto” un paio di volte, con Gubbio e Recanatese…), ha vinto in Eccellenza. Diciassette campionati fa, a Civitanova, quando tutto realmente partì. 600 partite giocate, sfondato il muro dei 100 gol in carriera, nonostante un grave infortunio al ginocchio patito proprio sul più bello. Lui è Daniele Ferretti, (quasi) 40 anni. Un esterno offensivo che ha ancora la birra di un ragazzino. Ora fa stravedere a Montefano, in quell’Eccellenza Marche dove iniziò: in pratica, un omaggio alla sua carriera ripensando a come nacque. E adesso la sfida all’ex Fermana, per un obiettivo playoff che lo farebbe ringiovanire ancora.

Ferretti, all’andata non giocò per infortunio e il Montefano rimase in 10 dopo pochi secondi… Domenica però lei ci sarà…
“Una gran bella partita per tutto Montefano. Alla base c’è la serietà di questa società e quando parti da certi presupposti è più semplice. Anche uno staff può decidere di scendere di categoria per iniziare un percorso in tranquillità come ha fatto mister Bilò (l’anno scorso in D a Recanati, ndr). Anche lui si merita di giocarsi questa gara importante, mi ha sorpreso in positivo. E’ un playoff anticipato, in un ambiente più easy e familiare rispetto alla Fermana. Non siamo legati al risultato e le cose sono andate bene, valorizzando i giovani, allenandoci la sera. Ognuno ricopre il proprio ruolo senza interferire, ciò non è scontato nei dilettanti”.

Alla Fermana giocò in D nella prima parte della scorsa stagione. Un gol in 13 gare per poi andare a Montefano. Cosa non funzionò al Recchioni?
“E’ stata un’esperienza che comunque mi porto dentro. La passione del Recchioni mi aveva sempre affascinato. Mi piacque lo sprint iniziale del ds Paolucci e del dg Ruggeri. La squadra non era stata neanche costruita male, ma c’era dietro quel macigno che pesava a livello economico. Spesso si parlava di debiti da risanare, nello spogliatoio non c’era molta tranquillità e i risultati non ci hanno aiutato. Non durò moltissimo ma Fermo per me è calcio, ho vissuto intensamente. Ho trovato anche dei tifosi competenti, che si esprimevano con cognizione di causa senza mai sparlare. Finii dentro la contestazione post derby perso al Riviera con la Samb anche se stavo andando via, mi colpì tutto ciò che le persone dissero in maniera costruttiva. A metà anno arrivai qui a Montefano, a 39 anni non riuscivo a sorbirmi certi problemi. Avevo bisogno di più serenità per me e più tempo per la famiglia, allentando un po’ l’aspetto fisico”.

Tornando indietro, per lei il salto nei professionisti a 23 anni. Non è mai troppo tardi…
“Sono orgoglioso del percorso fatto, partendo dal basso mi sono goduto appieno questo mondo, facendo sacrifici senza regali. Per scalare categorie dovevo vincere dei campionati. Se sono qui a divertirmi e vivere questo sport nella sua totalità è proprio per tutto questo. Un esempio? A Trapani mi ruppi crociato, sembrava la fine di ogni cosa e invece riuscii a debuttare in Serie B…”.

Osvaldo Jaconi, Vincenzo Italiano, Giovanni Pagliari, ma anche Beppe Magi del K-Sport (al Gubbio). Qualche allenatore ce l’ha avuto, eh?
“Jaconi a Civitanova mi ha cambiò a livello mentale, mi spinse a fare la differenza partendo dalla testa. Mi diceva ‘Sei bravo, ma dipende da te…”. Dopo la vittoria dei playoff nazionali il mister mi ricordò che mi ero finito i bonus, consigliandomi di accettare l’offerta nella categoria più alta, in qualsiasi posto d’Italia. Non rimasi in D a Civitanova per andare a Mezzocorona al minimo di contratto nei professionisti. Il divario tecnico e fisico non era eccelso, ma la mentalità… Parlando degli altri, ho avuto anche Colucci a Ravenna, Eziolino Capuano all’Avellino, Calori e Baldini a Trapani, Galderisi a Lucca. E’ chiaro che Italiano a Bologna ora sta facendo sfracelli. Anche Magi mi diede tanto, nel 2015-16 scesi in D a Gubbio dopo aver fatto molto bene in C a Lucca perchè in Umbria c’era un progetto forte. Vincemmo il campionato e poi andai in doppia cifra in Lega Pro”.

Quando in Lega Pro nel 2022-23 a Recanati Pagliari l’ha inventata terzino sinistro cosa ha pensato?
“Fu straordinario. Ero pronto perchè in precedenza avevo avuto Italiano che ti coinvolgeva in tutti i ruoli durante la settimana. A Trapani lavorava più che altro con gli esterni bassi che erano praticamente i nostri play. Venivano dentro al campo, sovrapponevano, crossavano. Era un ruolo che mi affascinava. A Recanati mister Pagliari voleva un calcio così, propositivo, simile. Iniziai a fare il terzino per necessità e andò bene. Così Giovanni ritorno da me…’Domenica prossima rigiochi lì’ “.

Ferretti, tra K-Sport e Fermana chi vince?
“Tanto passerà da Montefano, perchè dovremo affrontare entrambe a casa nostra”.











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