Il capitano dei maceratesi è il grande ex della sfida, per il bomber di Rione Murato 114 presenze nei professionisti con la squadra della sua città
Luca Cognigni è il grande ex di Fermana-Trodica, big match d’Eccellenza, lui che è un fermano doc con ben 114 presenze nei professionisti indossando la maglia gialloblu della sua città. In cinque stagioni, dal gennaio 2018 al maggio 2022, gol pesanti, prestazioni tutto cuore, un legame indissolubile con quei colori che nemmeno il ricordo doloroso della retrocessione patita a Viterbo può distruggere.
Cognigni, rimetterà piede al Recchioni dopo quel 7 maggio 2022. Che effetto le fa?
“Non entro in campo da Fermana-Viterbese, playout d’andata, è vero, ma sono tornato da spettatore. Lo scorso anno in D vidi l’infrasettimanale col Chieti. Partecipai ad un derby di C con l’Ancona – stagione 2023-24, finì 1-1 – con gol dell’ex di Clemente. E poi, purtroppo, fui presente pure con l’Olbia – sabato 2 marzo 2024 -: al 2-2 di La Rosa al 90′ piombò un silenzio assordante che mi fa ancora male… Viterbo ferita aperta? Purtroppo sì. Fu drammatico chiudere in quella maniera. Retrocedere a casa è brutto, anche perché in precedenza l’avevamo sempre scampata in maniera tranquilla. Forse il ciclo era finito un anno prima. Per me comunque non era la Fermana più scarsa di quei cinque anni”.
Le sfortune e le operazioni che l’hanno perseguitata in carriera la fanno dormire di notte?
“Oramai ci convivo discretamente. Inizialmente facevo più fatica ad accettarlo quando potevo essere all’apice della carriera. Il destino ha scelto questo. Il ginocchio ad Ancona, il gomito una volta che stavo carburando a Fermo (con Destro, settembre 2018 dopo aver fatto gol alla Giana, ndr). Poi la caviglia con Cornacchini sul campo del Fano, quella fu una mazzata nel mio momento migliore. Eppure tornai anche in quella circostanza, ripresentandomi con una rete nel settembre 2021 in notturna al Recchioni col Grosseto (prima vittoria per Riolfo, ndr)”. Ho il rammarico di non essere stato mai al 100%, ma ho comunque fatto quasi sempre 30 partite l’anno. Qualche soddisfazione me la sono tolta. Di Fermo porto dentro ricordi più positivi che negativi, potessi tornare indietro andrei via con dodici mesi d’anticipo ma col senno di poi è facile. Ma forse nemmeno ci sarei riuscito, avevo una caviglia rotta…”.
Da due anni in Eccellenza Marche. Si aspettavi di ritrovarci anche la Fermana?
“La cosa positiva post retrocessione del 2022 è che si era voltato pagina, anche l’ambiente con il ripescaggio aveva respirato aria fresca e ne aveva bisogno. Mi sembrava che si fosse sistemato qualcosa, c’era una super squadra grazie al grande lavoro del ds Andreatini. Speravo che si potesse continuare cosi, e invece… Non posso dire nulla di più perché non ero dentro”.
Ora guida il Trodica. Se dovesse far gol esulterebbe?
“No. Come non avevo esultato 15 anni fa in Tolentino-Fermana d’Eccellenza. Ero avversario (dopo il primissimo ko al ginocchio ripartì dal Tolentino, ndr) e fu un bel gol di testa tra Bolzan e Cudini. Come non avevo esultato nella D 2013-14 in Fermana-Matelica, quando segnai al Recchioni (0-1 finale, ndr)”.
Per lei tre reti in stagione, una su rigore, una su punizione, una di testa a Marcantognini a Fermignano.
“Potevo meritare 2-3 reti in più. Un bel gol quello a Fermignano, che mi ha ricordato il colpo di testa in Fermana 2-2 Cesena (la prima di Baldassarri post Riolfo, poche settimane prima dei playout, ndr). Sono convinto che senza quel gol di Caturano nel finale (pari dei romagnoli e due punti in meno per la Fermana, ndr) ci saremmo salvati. Saremmo andati a Imola con un’altra testa in uno scontro diretto decisivo che pareggiamo soltanto 1-1. In gol, tra l’altro, Blondett, uno dei pochi che successivamente ha fatto una buonissima carriera in C. Il classico esempio del fatto che non eravamo proprio i più scarsi, penso allo stesso Don Bolsius o Nepi (ceduto a gennaio, ndr)”.
Tornando al Trodica, siete secondi a -4. In caso di sconfitta pensereste già ai playoff?
“Sicuramente scivolare a 7 punti a 12 giornate dalla fine sarebbe un discreto vantaggio per una Fermana che si sta dimostrando solida con qualità davanti e un percorso in crescendo. Ricordo però che anche l’anno scorso a Macerata ad un certo punto eravamo a +7 sul Montecchio (a dicembre alla penultima dell’andata, ndr) anche se a disposizione c’erano più partite per recuperare, cosa che poi il K-Sport fece sino ad arrivare al clamoroso epilogo dell’ultima giornata”.
Al San Francesco che ambiente ha trovato? Per la prima volta in carriera si allena di sera.
“In realtà è la seconda. Anche a Matelica ci allenavamo alle 17.30 per le 18 pronti, nonostante fosse Serie D. A Trodica c’è grande entusiasmo e tanta voglia di essere protagonisti”.
E il suo futuro come lo vede? Si immagina sempre nel mondo del calcio?
“Cerco di non pensarci, anche se questa domanda me la pongo anche io da un po’ di tempo. Ho cercato di prepararmi a tutte le eventualità. Ho preso patentino d’allenatore, sto seguendo il corso da direttore sportivo e mi vedo più in un ruolo da scrivania. Inoltre mi sono laureato in Economia nel 2023 all’Università Telematica, perchè può lasciarmi aperte varie porte ed è un argomento che mi ha sempre interessato”.
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