Fermana nei guai, contestazione fuori dal Recchioni: momentaneamente sospeso il “servizio” pagelle

SERIE C – Faccia a faccia con dirigenza e giocatori durato fino all’1 di notte. Brutta prova con l’Olbia, il 7 e il 14 maggio i playout

Un centinaio di persone ha atteso la Fermana fuori dal Recchioni, ieri sera (giovedì), dopo la deludente prova con l’Olbia (1-3 il punteggio, leggi la cronaca) acuita da un risultato pesantissimo. Contestazione inevitabile che ha coinvolto tutti, società ma anche calciatori. Momento durato sino all’1 di notte, con supporters e tesserati ad andare via alla spicciolata.

Di fronte ai tifosi anche il direttore generale Fabio Massimo Conti che ha fatto le veci pure del main sponsor Vecchiola, apostrofato duramente dopo una stagione programmata malissimo e al risparmio. Poi i calciatori. Sempre i soliti quelli che ci mettono la faccia, con capitan Urbinati ecco Cognigni – in lacrime al triplice fischio -, Scrosta, Marchi e pochi altri. Dove sono Blondett e Frediani? I volti di una campagna acquisti fallimentare non pervenuti. Solite anche le parole. “Ci stiamo impegnando, daremo tutto”. Qualche tifoso non è d’accordo. Se in primis la società quest’anno ha sbagliato qualsiasi cosa, ora i calciatori devono prendersi le loro responsabilità dopo due allenatori cambiati. La musica, però, è rimasta la stessa.

A dialogare con i supporter anche lo staff, mister Baldassarri, il vice Vadacca, il preparatore dei portieri Ripa, il prof De Luce. A mezzanotte e mezza, ossia due ore dopo il triplice fischio, qualche tifoso urla a squarciagola e si fa una domanda. “Mister, Ginestra l’ha chiamato quel pallone?”. Chiaro il riferimento al gol da “Scherzi a Parte” che ha indirizzato la sfida, con Blondett che ha la sfera in testa e si abbassa per favorire l’intervento del portiere anticipato però da Udoh King, non nuovo a furbate di questo tipo.

Ebbene, nessuno a quell’ora sa ancora la risposta, nessuno che si sia sforzato di ricostruire una situazione paradossale. Piccolo, forse inutile esempio, ma che fa da antifona ad un senso di responsabilità che non esiste. Tra un portiere di 43 anni, dunque maturo, e un difensore che ha giocato in piazze calde del sud (Reggio Calabria, Caserta, Cosenza, Catania), non c’è nessuno che abbia avuto il coraggio di spiegare. Non saremo di certo noi, dunque, a indagare per risolvere il quesito. Un quesito che s’intreccia con una partita deludente. Qualcuno tra i tifosi nota che “la squadra non vince più un contrasto”, “la squadra non corre”, “non abbiamo fatto un tiro in porta”, “in allenamento vedo cose strane…”.

E se davvero l’incomprensione tra Blondett e Ginestra è solo un “episodio di una gara che avremmo perso comunque”, allora noi ci sentiamo in dovere di sospendere momentaneamente il “servizio pagelle”. Probabilmente (per tutti, nessuno escluso) sarà più frustrante non essere giudicati, che essere giudicati male. Ricordando tra 9 giorni l’ultima della regular season sarà a Chiavari contro la delusa Entella, vale la pena appuntarsi le date dei playout: il 7 maggio presumibilmente in casa a meno di miracoli (fare punti a Chiavari e sperare negli altri risultati), il 14 maggio in trasferta per ribaltare il fattore campo.

Per chiudere, infine, riproponiamo l’editoriale dello scorso 31 gennaio (clicca per rileggerlo). Ma onestamente non bisognava essere mostruosi veggenti per partorire una roba simile con tre mesi d’anticipo. Ps: solo una cosa abbiamo sbagliato: “la Fermana (non) ha una buona difesa”.

 

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