Fermana, Manetta vero gladiatore: “Rialzato dopo l’intervento al cuore, ora con sacrificio possiamo tornare uniti”

CORONAVIRUS – Il difensore canarino sa come affrontare momenti difficili: “La battaglia è dura, gli ostacoli superati mi hanno dato grande forza nella vita”

di Lorenzo Attorresi

“Sono cresciuto tra Lazio e Frosinone, peccato esser passato di lì in momenti sbagliati. Alla Lazio era l’ultima fase Cragnotti, a Frosinone era il primo Stirpe e non era ancora la società organizzata di oggi. Poi l’operazione al cuore quando avevo conquistato la C. La ripartenza dal basso e la risalita…”.

Se c’è qualcuno che può dare un consiglio in questo momento difficile è proprio Marco Manetta, difensore della Fermana. “La battaglia è dura ma con sacrificio possiamo tornare uniti”. Il laziale ha parlato al Tiburno, settimanale della sua regione, ed ha ricordato le tappe della sua carriera. “Il mio idolo era Nesta che ammiravo quando facevo il raccattapalle all’Olimpico. Dopo il settore giovanile vissi un’esperienza importante a Matera, vincemmo i playoff nazionali di D (tramite la Coppa Italia, ndr) e fummo promossi in C. Avevo 19 anni, ero un professionista, ma dovetti operarmi al cuore. Non ho mai mollato con la testa, rifacendo la gavetta per ripartire. Lo scorso anno ho riconquistato la C con la Cavese, solo un gol nella differenza reti ci ha negato i playoff, ed ora la Fermana… A 28 anni so che posso togliermi ancora delle soddisfazioni, ho delle stagioni davanti. Gli ostacoli che ho dovuto superare mi hanno dato grande forza nella vita”.

Quando si riprenderà a giocare si tratterà di un torneo anomalo. “Sarà un mini campionato di poche partite, purtroppo la situazione è questa. Come mi sento? Il campo manca tantissimo, il calciatore vive tutta la settimana col pensiero fisso della domenica, ora non può essere così e speriamo che tutto passi velocemente. Nella vita privata sono un tipo calmo, in mezzo al campo non guardo in faccia a nessuno e mi trasformo. A Fermo sto benissimo, ci alleniamo praticamente sul lungomare, la società è seria, siamo vicini ai playoff e possiamo giocarcela, a gennaio ci siamo rinforzati”.

Combattivo, speranzoso ed anche professore di se stesso. “Che voto darei alla mia carriera? Da 1 a 10 sono sul 6 e mezzo, mi auguro ancora di poter migliorare, bisogna sempre pensare in grande lavorando duramente ogni giorno. Ed io da un paio di stagioni lo sto facendo sempre più sia a livello mentale che fisico”.

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