Fermana, le pagelle di un trionfo: 6 gennaio 2002, intreccio da brividi

Il 3-1 al Siena un’altra cartolina incredibile: ora tre partite per divertire ancora. Maggio nacque proprio mentre…

Borghetto 10: veniva da anni sfortunati, come tanti altri dei suoi compagni. Si è alternato con Nardi, la porta è stata sempre in mani sicure. Due portieri titolari. Con il Siena una bella lettura di testa, due-tre uscite poco precise.

Eleuteri 10: lampi del miglior Eleuteri visto a Ravenna, quando bruciava la fascia. In difesa è croce ma a volte pure delizia (un paio di chiusure da applausi), si propone con puntualità salendo in corsia. Ha le potenzialità per poter tornare a dominare, intanto si è rimesso in moto dopo gli anni bui di Pesaro.
Spedalieri (45’st) 10: il centralone goleador è l’arma tattica per far minutaggio, ma entrare a freddo a volte è complicato: chiusura difettata, rigore per il Siena. Promosso comunque. In estate convinse con l’atteggiamento giusto, la testa era maturata: contratto meritato e credibilità in ascesa.

Parodi 10: quattro anni di inattività, otto mesi per riprendersi tutto. Ad agosto arrivò, fece dieci minuti in amichevole e fu costretto a fermarsi per un intoppo muscolare. Vuoi vedere che è un pacco? Sì, un pacco bomba: con il Siena prima rete ed altra prestazione convincente anche se non perfetta. Due-tre interventi da giallo, un rigorino sporco che comunque inficia, un movimento errato per favorire Paloschi (che sbaglia sull’assist di…Frediani). Ma chi se ne importa, Parodi è risorto. Peccato sia della Pro Vercelli.

Pellizzari 10: difensore che se credesse nelle sue potenzialità diventerebbe un uomo mercato in C. Di testa va in cielo, copre la profondità, non disdegna nel palleggio e qualche gol lo realizza pure. Il neo? Ogni tanto il cervello si spegne. Ma era al primo anno con responsabilità e titolarità assolute. Promosso a pieni voti.

Gkertsos 10: l’ex Forlì, esordiente in C, ha dimostrato di poter tenere la categoria. Fisicamente ci sta, tecnicamente può ancora salire in autostima. La Fermana deve scovare questo tipo di giocatori, ottima intuizione. Si è diviso i compiti con Eleuteri, stavolta trasla a sinistra per sostituire lo squalificato De Nuzzo, colui che sull’out mancino per tutto l’anno si è alternato con Carosso.

Scorza 10: ha la Scorza dura, titolavamo dopo le prime partite. Play del Duemila reinventato mezzala, ruolo in cui ha entusiasmato. Un paio di gol decisivi regalati alla causa, quantità, qualità. Una delle tante sorprese. L’anno prossimo? Sarà over.
Romeo (26’st) 10: a sorpresa con il Siena parte dalla panca, forse un po’ stanco dopo aver tirato la carretta. Altro giovane stupefacente, reti, assist, rincorse, mobilità e idee. Bel peperino. Il peccato è che, pure lui, pare non sia di proprietà…

Giandonato 10: quarto assist stagionale – punizione calciata sulla testa di Parodi -, che sommato ai sei gol fa…dieci. C’erano dubbi sulla tenuta fisica del capitano, che in estate è tornato attestandosi su livelli brillantissimi. A Fermo ha dato il meglio in carriera.

Graziano (26’st) 10: con Cornacchini fu una colonna incredibile, l’anno successivo è andato incontro a delle difficoltà ma per il terzo anno è rimasto superando i fantasmi della retrocessione. Non ha giocato tantissimo in una mediana in cui stavolta si è prediletto palleggio e costruzione, ma l’apporto non è mai mancato: ha rimesso le cose a posto.

Misuraca 10: se Bunino realizzò il gol da cui partì la dinastia prottiana a Pesaro, sei giorni dopo “Misu” gonfiò la rete della Lucchese – di testa, non proprio la sua specialità – per far ripartire a duemila il progetto. Fa sembrare facili le cose che per altri sono impossibili, sembra corra poco perchè va sempre alle stesso passo, ma che impatto. D’altronde mezza carriera l’ha vissuta in B. Acquistone anche per spessore umano. E l’anno prossimo? Bisogna parlare con il Pordenone.

Neglia 10: dieci ripensando soprattutto al derby con l’Ancona, tritata da un gol di Samuelino: stessa fine di Vis Pesaro e Sambenedettese degli anni scorsi… Con il Siena la sua titolarità sorprende – era dato in panchina -, si piazza a destra dove continua ad andare a corrente alternata. Potrà rimanere? Le valutazioni estive da una parte e dall’altra determineranno la risposta: ma intanto la stagione non è ancora finita…
Pinzi (37’st) 10: altro gioiellino che la Fermana è stata brava a mettere sotto contratto. Figlio d’arte classe 2003.

Busatto 10: l’Ibra canarino con il Siena fatica più del previsto, ma sta giocando con alcuni problemini. Centravanti di prospettiva, ne sentiremo parlare: un gol fondamentale ad Alessandria, il Vicenza lo sta guardando a distanza.
Fischnaller (37’st) 10: capocannoniere con 11 reti, calciatore di spessore col fiuto del gol e una professionalità di livello. Sangue freddo quando le gioie non arrivavano, determinante quando si è sbloccato. Un lusso per la Fermana. Ha un altro anno di contratto. Il rammarico? L’infortunio muscolare che l’ha bannato dal campo nelle ultime settimane. Ma adesso sta bene…

Maggio 10: curiosità da brividi. Il ragazzo nacque domenica 6 gennaio 2002, proprio quando Francesco Totti segnava con la Roma quel gol che Matteo ha replicato con il Siena. Il capitano della Roma, nell’Epifania post Scudetto, ricevette da Vincent Candela, rullò sul portiere del Torino Bucci e depositò in rete un capolavoro ricordato ancora oggi. Beh, Maggio l’ha rifatto. Favalli del Siena – autore della frittata che ha lanciato l’esterno canarino a campo aperto – non sarà Candela ma la finta su Lanni è uguale a quella del Pupone. Ha lo stesso procuratore di Giandonato, che il capitano ci metta una buona parola…. Giocatore forte, se imparasse anche a dialogare maggiormente con gli altri e a cadere in modo meno plateale spiccherebbe il volo.

Protti (all) 10: “Stefano Protti facci un gol” è il coro che risuona al Recchioni dopo 27 anni. “Stè” è sempre lui. Seconda impresa con la Fermana. Un tempo bomber implacabile, ora allenatore che ha superato l’esame dell’esordio in C, a 55 anni, bonificando un ambiente malato e distrutto dopo la retrocessione. Catalizzatore fondamentale per la rinascita. La squadra ha divertito, ha raggiunto l’obiettivo, ha stra-meritato serate come quella con il Siena.

Andreatini (ds) 10: una Fermana andata al “Max”, costruita con poche risorse ma tante idee. Con il Siena Andreatini viene espulso per un bisticcio con il toscano Disanto e mentre si allontana dalla panchina aggiuntiva si alza poderoso l’applauso della laterale: il ringraziamento più bello. Anche il “dire” ha messo le cose a posto, dopo quell’addio dell’estate 2021. Sedeva accanto a Domizzi il giorno della presentazione, poi decise di andarsene ripartendo da…Forlì. E’ tornato, non ha sbagliato niente. Ed il futuro è tutto da scrivere.

Società, staff tecnico, staff medico 10: non era facile ripartire dopo un’annata tremenda. La barca stavolta ha raggiunto il porto, il merito a chi ha firmato la fideiussione, a chi ha sponsorizzato, a chi ha fatto quadrare i conti, a chi ha gestito il quotidiano, a chi ha rimesso in piedi i giocatori, a chi li ha fatti spingere al massimo.

Tifosi 10: la laterale è sempre stata una spettacolo di suoni, colori e cori. La guerriglia con l’ex Frediani che ad un certo punto fa “Non vi sento, più forte….” scatena i decibel ed è l’ultima fotografia dell’apporto corposo dato dall’inizio. Trovato il nuovo…Titone, ricordando il 19 marzo del 2017. Azzittiti anche i (pochi) contestatori che dopo il derby perso con la Vis mugugnarono. A scanso di equivoci, qualche calciatore sbagliò a rispondere. Ma tutto è ben quel che finisce bene. E il ringraziamento alla squadra nell’allenamento di domenica mattina al Recchioni – si, perchè giovedì si gioca a Reggio Emilia – è stato un qualcosa di emozionante. Indimenticabile come tutta questa stagione.

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