Fermana, la verità di Manetta sugli episodi di Vicenza: “Punizione e rigore inesistenti”

SERIE C – Il difensore gialloblu è stato sfortunato protagonista in occasione del raddoppio degli avversari: “Non era fallo, avevo preso solo la palla. Di Carlo dalla panchina aveva chiesto anche la mia espulsione”

di Lorenzo Attorresi

Al Menti di Vicenza si è incollato al vispo Giacomelli e con le buone o con le cattive è riuscito a fermarlo. “Di Carlo ha addirittura detto che dovevo essere espulso, eppure questa è stata una delle mie partite più pulite”, parola di Marco Manetta, difensore della Fermana che bene ha approcciato la stagione. Arrivato in estate dalla Cavese, il classe ’91 di origini laziali è stato sfortunato protagonista dell’inesistente fallo da cui a Vicenza è scaturito il raddoppio di Arma. “Il mio avversario era spalle alla porta, ha allargato le gambe così da dietro sono riuscito a calciargli via il pallone prendendo piena la palla. Insomma, un fallo che non c’era. Come pure non c’era il rigore che ci hanno fischiato contro. Peccato, al Menti avevamo approcciato bene, e quando una partita è così equilibrata, gli episodi la decidono”.

Da Arma a Caracciolo della Feralpisalò il passo è breve e bisogna già riazzerare la mente per pensare alla prossima sfida. Chissà se Manetta giocherà ancora esterno basso di difesa, lui che è un centrale. “Al mister ho dato massima disponibilità, il terzino l’avevo fatto da giovane perciò i movimenti li so. Ho agito pure in una difesa a tre, non ci sono problemi. Questo per me è un anno importantissimo, devo confermarmi in un campionato affascinante come la C, in cui tutte le domeniche incontri avversari di prestigio”.

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