Fermana-Jesina e 50mila motivi d’interesse: al Recchioni tornano gli ultras e Romizi

Fine della contestazione, a viale Trento tifosi organizzati con sciarpa al collo e cori. Ecco il vecchio capitano della D, ora leoncello

Tanti motivi di interesse per Fermana-Jesina di domenica prossima. I canarini tra le mura del Recchioni devono respingere gli assalti di K-Sport e Trodica, entrambe risalite a -2. Per farlo, però, d’ora in avanti gli uomini di Gentilini potranno godere della potenza di fuoco di viale Trento. E’ ufficiale: la contestazione degli ultras è finita, i gruppi organizzati rientreranno in tribuna laterale ovest e il tam tam sui telefonini per il passaparola è cominciato. “Si richiede sciarpa gialloblu al collo…”. Il settore finalmente si colorerà e soprattutto canterà. Un boato che può fare la differenza.

Per uno scherzo del destino il mondo ultras tornerà al Recchioni proprio quando con la Jesina si rivedrà nella fortezza canarina quel Marco Romizi, ex capitano della sfortunata scorsa stagione in D culminata con una retrocessione inappellabile, in attesa che pure le pendenze economiche vengano sistemate (vale per lui e per i suoi compagni…). Il toscano classe ’90 a Jesi in Eccellenza sta giocando col contagocce. L’unica partita da titolare? Proprio domenica scorsa (alla 19esima giornata!), complici le tantissime squalifiche che avevano rimpicciolito la squadra di Puddu. Contro la Fermana Romizi riuscirà a mantenere il suo posto in mediana?

A proposito di Puddu, bel lavoro del tecnico un po’ sardo e un po’ marchigiano che quantomeno ha rivalorizzato Edoardo Tassi, il nipote di Flavio Destro, punta ascolana che nelle ultime gare sta vedendo la porta come pochi. Tassi è un altro ex che vestì la maglia della Fermana nella C 2021-22 , quella chiusa con la retrocessione ai playout di Viterbo, appuntamento a cui il classe ’98 non partecipò perché martoriato dai problemi fisici. Curiosità. L’ultimo gol nei professionisti lo siglò proprio con la Fermana a Pontedera – 12 marzo 2022 -: fu l’ultima vittoria dell’era Riolfo che si chiuse malamente una settimana dopo.

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