Fermana, giornata di colloqui: Conti al campo e Antonioli in conferenza

Antonioli ha parlato in conferenza

SERIE C – In mattinata la squadra si è confrontata al Pelloni, nel pomeriggio ha parlato il mister: “Avvio anomalo ma non dobbiamo sfiduciarci”

Giornata intensa quella della Fermana. In mattinata la ripresa degli allenamenti nel quartier generale del Pelloni. Mister Antonioli e il capo dell’area tecnica Massimo Andreatini hanno tenuto a rapporto la squadra prima dell’allenamento per cercare di resettare le menti dopo l’inizio di campionato sofferente. Dopo il riscaldamento, è arrivato anche il dg Fabio Massimo Conti che per una decina di minuti ha interrotto la seduta radunando la squadra vicino alla panchina.

 

Tutti seduti a terra, i calciatori hanno ascoltato Conti. Poi, quando il collettivo ha ripreso a lavorare, sono proseguiti i colloqui individuali. I primi a parlare con Conti sono stati Mordini, in ripresa dopo gli acciacchi, poi capitan Comotto, che invece si è allenato a parte. Nel pomeriggio, invece, allo stadio Antonioli ha parlato in via ufficiale con la stampa nel classico momento di confronto del martedì che finalmente riparte.

 

“Sì, oggi al campo ci siamo confrontati – ha detto il mister – Quando si parla tanto significa che qualche problema c’è, ma sono tutte cose normali in un momento anormale: la società ci ha manifestato vicinanza tramite Conti, e ci ha fatto piacere, perchè spesso non possiamo avere il supporto del nostro patron o del nostro presidente per la rigidità dei protocolli Covid. La squadra ha bisogno di affetto, ci siamo detti le cose giuste per ritrovare la forza del collettivo, giocare per la maglia e dare tutti qualcosa in più”.

 

Sperava di avere qualche punto in più Antonioli, che però non drammatizza il momento. “Ero diventato famoso per le partenze lente delle mie squadre, anche se un punto è poco. Ci manca qualcosa della partita con il Mantova, potevamo anche vincere e invece l’abbiamo persa per un episodio (rigore di Comotto su Cheddira, ndr). L’avvio non è stato fortunato, ma credo che ci siano le basi per risollevarsi. I risultati non sono venuti e questa è la prima cosa che influenza il nostro umore.  Il calendario difficile era preventivabile, magari sono venuti fuori dei problemi che non pensavamo di avere ma la squadra ora non deve andare in sfiducia. Dobbiamo essere bravi noi e chi ci è vicino per uscire da una situazione complicata ma non dobbiamo esagerare con i giudizi”.

 

Il mister chiederà ai suoi di ritrovare solidità in primis e magari si tornerà all’antica da un punto di vista filosofico. Si rivedrà una Fermana da battaglia. “Eravamo ripartiti sulla strada tracciata lo scorso anno, in preparazione e in amichevole avevamo prodotto buone cose, dopo due sconfitte consecutive nel derby a San Benedetto abbiamo fatto un passo indietro (3-5-2 abbastanza accorto, ndr) ma per poi ripartire veloce sulle nostre idee. Con il Sudtirol e con il Padova siamo partiti con l’handicap prendendo gol subito, regalando le reti, non ce lo possiamo permettere. E se domenica Urbinati avesse pareggiato (gol-no goal, ndr) saremmo stati qui a parlare della grande reazione della Fermana”.

 

Ha voglia di rispondere alle domande Antonioli, d’altronde i troppi mesi senza conferenze si fanno sentire. Una riflessione l’ha meritata anche il capitolo Iotti, “sballottato di qua e di là”, come abbiamo detto noi. Era il caso di cambiargli così tanti ruoli? “Iotti per me ha qualità importanti più nella fase offensiva che in difesa, non ha la statura per fare il terzino a 4, per me è un quinto ma può far bene anche la mezzala. Lo abbiamo proposto trequartista perchè all’inizio in rosa non avevamo molta qualità, ma non è questo il problema. Adesso non diamo alibi al giocatore perchè non ne ha bisogno. Anzi, dirò di più. Con il Mantova da trequarti era stato uno dei migliori in campo, con il Sudtirol ha fatto la sua parte, con la Samb da mezzala ha fatto l’assist e la prestazione meno brillante l’ha fatta proprio con il Padova quando ha giocato nel suo ruolo di esterno…”.

 


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