Fermana, è giunta l’ora degli stipendi: “terrorismo” ai calciatori

SERIE D – Lunedì ci si aspettava che si procedesse ai bonifici, ma il club ha chiesto al gruppo squadra di rinunciare al 15%. Risposta rigettata al mittente, stamane Simoni deve pagare

Ci si aspettava che ieri – lunedì – arrivasse la comunicazione dei pagamenti effettuati. Non è stato così. La Fermana ha tempo fino a domani – mercoledì 10 luglio – per far pervenire sui conti di calciatori e staff i soldi relativi ai tre stipendi di marzo, aprile e maggio, mossa fondamentale per l’iscrizione in Serie D (da completare entro venerdì). E dunque stamane Gianfilippo Simoni dovrà sbrigarsi: ci si è ridotti, come sempre, all’ultimo secondo utile.

Dalla casetta rossa si professa di nuovo serenità e ottimismo, ma i soldi a quanto pare lunedì pomeriggio non erano pronti, a dispetto di quello che si diceva. Ieri, infatti, ai calciatori è stato chiesto per l’ennesima volta di rinunciare al 15% delle tre mensilità. Terrorismo psicologico per risparmiare qualcosina o esigenza reale per sopravvivere? Più plausibile la prima ipotesi. Comunque una cosa è certa, la squadra ha rigettato la richiesta. Dunque Pippo, adesso, deve armarsi di buona volontà e mettere di tasca sua il denaro mancante. In queste ore ci si aspetta che la società si esponga ufficialmente a bonifici effettuati.

Meno male che la pagina facebook della Fermana (hackerata) non funziona: qualcuno avrebbe potuto mettere pure “mi piace” ad un post che dovrebbe sapere soltanto di normalità… Intanto i dipendenti, quelli che non hanno contratti federali, sarebbero stati pagati mese per mese: più fortunati di tutti, dunque, segreteria, magazzini e team manager.

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