Fermana, chi avrà potere di firma? Dg Tubaldi verso l’annuncio, avanti tutta per il ripescaggio

SERIE C – Dopo le esclusioni di Teramo e Campobasso, i canarini hanno tutto in mano: urge iniziare a lavorare

La Covisoc ha messo nelle mani della Fermana un pacco regalo: bocciate le iscrizioni di Teramo e Campobasso (possibilità di ricorso entro mercoledì, ma almeno gli abruzzesi sembrano spacciati), i canarini possono solcare la strada verso il ritorno in C con il ripescaggio.

Ma adesso devono iniziare a lavorare seriamente, accelerando. Primo step: annunciare Andrea Tubaldi, agente assicurativo ed ottimo commerciale, come nuovo direttore generale: l’ufficialità entro lunedì. Poi stabilire a chi dare la responsabilità di firma. Chi sarà il nuovo amministratore? Dovrebbe essere uno degli attuali soci, ma non sarà un componente della famiglia Simoni: il cerchio si restringe, però la quadra va trovata e per questo si va a rilento. Altro passo: liberare Fabio Massimo Conti, dimissionario ma con ancora un contratto in essere. Le parti stanno limando i dettagli.

E’ giunta anche l’ora di intersecarci i discorsi tecnico-tattici. Massimo Andreatini ha già dato la sua disponibilità da settimane e sta attendendo la chiamata finale. L’allenatore non è stato ancora individuato, prestissimo parlare di calciatori.

Un passo indietro. Servono prima un segretario di livello che possa occuparsi degli incartamenti necessari (iscrizione in D e di pari passo domanda di ripescaggio in C) e un addetto stampa che possa continuare a portare avanti il lavoro quotidiano: il contratto del collega Roberto Cruciani è concluso al 30 giugno, le parti si riaggiorneranno ma al momento chi si occuperà di annunciare novità o convocare eventuali conferenze?

Non ultima, ma anzi prioritaria, la parte economica. Attivissimo il rasserenato Maurizio Vecchiola, main sponsor ancora fondamentale – già raggiunto l’accordo con Eni per una nuova stagione insieme -, come pure i soci e l’amministrazione comunale. C’è fiducia nel poter “racimolare” quei famosi 300mila euro a fondo perduto necessari per depositare la domanda di ripescaggio: decisivi anche i rapporti con il tessuto economico cittadino.

 

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