Fermana agli affari…Generali: finto addio di Tubaldi, Andreatini a gamba tesa per spazzare quattro mesi

SERIE C – La riunione si è tenuta negli uffici del dg dimissionario che rimane nel Cda. Paradosso Galassi, promosso dg dopo aver sbagliato da ds. 100 mila euro in fumo, Calcinaro forse adesso avrà capito

“Dimmi che ti sei dimesso senza dimetterti senza dirmi che ti sei dimesso senza dimetterti”. L’astuzia di Tubaldi scoperchiata in un amen. Il popolo social che festeggiava per le dimissioni di “Schettino” – così come è stato ribattezzato da alcuni utenti – stia ben attento. L’assicuratore recanatese non sarà più il direttore generale della Fermana ma continuerà a tirare i fili dalle retrovie, rimanendo nel Cda. Una mossa, quella di farsi da parte in modo fittizio, pensata esclusivamente per allentare la pressione mediatica e del mondo del tifo che lo opprimeva. La realtà è però un’altra, ed il comunicato della Fermana è li a confermarlo.

“Il Consiglio di Amministrazione prende atto di questa decisione – si è letto nella nota diffusa verso le 11.30 -, ringrazia il direttore Tubaldi per l’impegno profuso nel corso di questi mesi e gli augura le migliori fortune per il proseguo della sua attività”. Quale attività? Procacciatore di polizze? Evidentemente no. La prova provata si è concretizzata nel pomeriggio. Dopo sei ore dal saluto fasullo, una importante riunione societaria si è tenuta…negli uffici delle Generali di Civitanova Marche, quelli diretti da…Tubaldi. Massimo Andreatini è stato convocato dall’ex dg che in mattinata aveva fatto finta di tagliare la corda.

Nella foto scattata oggi alle ore 17 si può notare che all’ingresso dell’assicurazione fa capolino pure Gianfilippo Simoni, figlio del presidente Umberto, grande amico di Tubaldi e grande nemico estivo di Andreatini. “Pippo” si è dovuto piegare all’evidenza della tragedia sportiva, passando sopra alle diatribe di luglio e richiamando a testa bassa l’ex direttore sportivo defenestrato in quel drammatico lunedì di luglio. Gli esoneri di Andreatini e Protti costarono circa 100mila euro. Soldoni bruciati per contrattualizzare i poveri Bruniera e Galassi: la Fermana era l’unica squadra della C che avrebbe potuto dar loro una possibilità.

Dopo quattro mesi, al Recchioni si piangono lacrime di sangue. Bruniera è stato mandato al bar già da un po’, Galassi invece è stato addirittura promosso. Dinamiche strane. Il romagnolo ha composto una rosa inadeguata – i risultati parlano chiaro – eppure è stato premiato: nessuna dimissione e nessun esonero, bensì la poltrona di direttore generale. Galoppino tubaldiano? Nella nota redatta per ufficializzare il cambio di ruolo, il club ha utilizzato parole straordinariamente luccicanti per il buon Galassi. Trattamento che non aveva ricevuto nemmeno gente che aveva scritto la storia, tipo Flavio Destro.

“Galassi ha dimostrato di essere uomo di società, serio e competente sia dal punto di vista sportivo che organizzativo”, si è letto nel comunicato della Fermana. Meno male… “Collaborerà in maniera continuativa con la Segretaria Generale Marusia Giannini, in costante rapporto con il Consiglio di Amministrazione: per questi sarà il direttore generale. Oltre a seguire la prima squadra, sarà suo compito quello di gestire e riorganizzare il settore giovanile gialloblù”. Domanda: dunque andrà a braccetto con Leandro Vessella responsabile del vivaio? Di sicuro Galassi non potrà metter più piede nello spogliatoio della prima squadra, un gruppo da ricostruire in toto. Impossibile che possano lavorare due direttori insieme e sarà Massimo Andreatini a dover entrare a gamba tesa passeggiando tra le macerie di una squadra impresentabile. Sarà missione impossibile anche per il ds appena tornato, uno che però ha capacità lavorative già mostrate in passato e quel pizzico di follia che non guasta.

Fuori dagli uffici delle Generali di Civitanova, mentre si teneva il summit, è stato avvistato anche Matteo Rossetti, il consulente che c’era prima anche se non c’era e che non c’è adesso anche se c’è. Mai ufficializzato e mai salutato, non fa più parte della Fermana anche se il definitivo ‘incontro chiarificatore scala sempre a “domani”. Con questo marasma avrà imparato a convivere, infine, anche il sindaco della città di Fermo Paolo Calcinaro, che mentre YouTvrs raccontava la “particolarità” di vari fatti estivi (dall’addio in 14 giorni del consulente finanziario Nori, alle litigate feroci in società) chiudeva clamorosamente gli occhi abbozzando la teoria della “stampa killer”. La sua uscita pensata e teatralizzata sul palco di piazzale Azzolino durante la presentazione della squadra fu tutt’altro che elegante. Ma dopo quattro mesi anche lui si sarà sicuramente pentito. Da parte nostra, invece, sarebbe troppo facile chiudere con un laconico “Vi avevamo avvisato”.

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