Fano, sfogo di Alessandrini: “Tirato per la giacchetta da chi doveva assumersi responsabilità”

Marco Alessandrini

CALCIO – Lettera aperta dell’ex tecnico granata

Dopo esser stato sollevato dalla guida del Fano, il tecnico Marco Alessandrini ha voluto, attraverso una lettera aperta a tifosi e amici, salutare per i supporter granata e lasciare libero sfogo ai suoi pensieri.

“Approfitto di questa opportunità, visti i tanti attestati di apprezzamento e stima nei miei confronti da parte di tutti i tifosi e gruppi organizzati, per ringraziarvi uno ad uno consapevole di non aver corrisposto pienamente alle aspettative di ognuno di voi, ma di aver affrontato il mio cammino con prestazioni meritevoli di ben altri risultati. In questo momento delicato e particolare, forse non il più difficile del mio percorso professionale, ma sicuramente triste, ricordo a tutti che la mia grande dedizione, l’impegno e la professionalità sono sempre stati impulso e guida nella mia passione per il calcio diventata lavoro.

Mi sento orgoglioso di aver fatto parte di questo gruppo, che ha saputo darmi tantissimo, a partire dalla salvezza raggiunta pochi mesi fa , impresa impensabile a molti e che rimarrà indelebile nella storia della città. Ho cercato di dare continuità al lavoro svolto nella passata stagione, pur incontrando molti ostacoli in quest’intento: l’organico faticosamente riconfermato avrebbe dovuto essere completato con alcuni inserimenti mirati e con i giovani già individuati prima del cambio societario. Mi vorrei limitare a queste poche e superficiali considerazioni, ma ‘venendo tirato per la giacchetta’ da chi evidentemente doveva assumersi responsabilità diverse, preciso che l’unica colpa che a questa squadra può essere mossa sono i risultati e non le prestazioni come viene sbandierato in maniera poco professionale. Basti ripensare alla prestazione di Carpi dove avevamo sovrastato in campo una squadra che era e che è prima in classifica, criticando e fomentando preoccupazione ed incertezza tali da minare la stabilità del nostro gruppo. Fino ad arrivare all’ultima gara, dove gli avversari non hanno effettuato un tiro in porta…ciò significa, per chi ha conoscenze calcistiche…avere principi, organizzazione ed identità di squadra.

Per ora mi limito a questa analisi, rimanendo più professionale possibile, senza addentrarmi in commenti più incisivi ed esaurienti. Rinnovo i miei ringraziamenti ad una città e tifoseria che mi hanno sempre accettato con calore facendomi sentire uno di loro. Sono convinto che tutti assieme, facendo un fronte unito, riusciremo a raggiungere l’obiettivo della salvezza, magari attraverso prestazioni generose come quelle che questo gruppo, se sostenuto, può fare. Un grandissimo in bocca al lupo al collega che mi ha sostituito”.

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