Pescatori costretti a lavorare con pale e vanghe a bordo
Sembrerà strano ma negli ultimi periodi buona parte dei pescherecci anconetani di stanza al porto di Ancona tra le dotazioni di bordo hanno una serie di pale e vanghe. Strumenti da lavoro che di solito è comune vedere in agricoltura ma ora vengono utilizzati anche in mare non certo per difendersi dai pirati ma per gettere proprio in mare le enormi quantita di fango e melma che le reti tirano a bordo.
Fango e melma che vengono sollevati dal fondale dalle cosidette reti gemelle ovvero imbarcazioni che utilizzano un doppio sistema di pesca e che di fatto mette sotto sopra il fondale marino. Chi si trova sulla scia di queste barche – sei in tutto nel compartimento di Ancona – è poi costretto a ripulire la poppa e non solo con pala e badile dalla quantità di fango tirata a bordo.
A denunciare quanto accade il Comitato dei Pescatori di Ancona: “Le reti gemelle sono una contraddizione che mina la sostenibilità, l’economia e la credibilità del sistema-Paese generando gravi ripercussioni ambientali, economiche e sociali. Da oltre un anno denunciamo questa situazione, ma non sono ancora pervenute risposte chiare né interventi concreti da parte delle istituzioni competenti. La pesca deve essere sostenibile, innovativa e rispettosa degli ecosistemi. Tuttavia, la normalizzazione e la tolleranza verso le reti gemelle rischiano di compromettere questi impegni, mettendo in discussione la credibilità del nostro Paese di fronte all’Unione Europea e a tutti gli attori della filiera”.
Da una parte si consente l’utilizzo delle reti gemelle, dall’altra si sponsorizzano forme di risorse biologiche verso pratiche meno impattanti. “A farne le spese – prosegue il comitato – la piccola pesca, già messa a dura prova dalla riduzione delle risorse e dai costi di gestione sempre più alti,la pesca tradizionale, che vive una concorrenza sleale di fatto legalizzata ma anche l’intero comparto, colpito da dinamiche ambientali alterate e dalla perdita progressiva di habitat essenziali. E pensare che l’Unione Europea ha richiesto una riduzione del pescato per il nuovo anno del 12,5% proprio per tutelare le specie marine a cominciare dai fondali. La marineria di Ancona, infatti, ha da sempre scelto di pescare tre giorni alla settimana quando altre marinerie ne pescavano quattro, per proteggere la risorsa e permettere il ripopolamento naturale dei fondali.
Questo senso di responsabilità rischia di essere annullato dall’uso delle reti gemelle, una metodologia che rompe l’equilibrio tra uomo e ambiente”.
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