Falconara, impianto di idrogeno verde nella raffineria: ipotesi divide amministrazione e minoranza

Investimento da 14 milioni tra opportunità e preoccupazioni ambientali

Di Gianluca Fenucci

Un investimento di 14 milioni di euro per produrre idrogeno verde nello stabilimento di Falconara e ridurre l’impatto ambientale dei processi industriali. È il nuovo progetto di API Raffineria di Ancona, finanziato dalla Regione Marche con fondi Pnrr.

A livello politico la questione suscita polemiche innescate anche dal fatto che è già previsto un altro impianto ad idrogeno verde da costruire nell’ex Montedison a distanza di un chilometro dalla raffineria.

É un’area contaminata molto estesa, classificata come pericolosa dallo Stato – mette in guardia la consigliera comunale di minoranza – che necessita di interventi di bonifica del suolo, del sottosuolo e delle acque superficiali e sotterranee per evitare danni ambientali e sanitari. E’ grave che l’amministrazione comunale abbia espresso parere favorevole alla costruzione di un’altra centrale senza passare dal consiglio comunale“.

Dopo avere accusato l’amministrazione comunale di escludere i cittadini da un dibattito pubblico sulla questione, Maria Ambrogini sottolinea come un impianto ad idrogeno all’interno di una raffineria sia un elemento di rischio.

Esiste un piano di sicurezza aggiornato che tenga conto della vicinanza dei due impianti a idrogeno? Siamo sicuramente a favore dell’innovazione tecnologica che crea anche nuova occupazione – dice la Ambrogini – ma non possiamo accettare che la transizione energetica diventi un pretesto per scavalcare il confronto democratico e la sicurezza dei cittadini. L’idrogeno è davvero “verde” se serve solo a decarbonizzare marginalmente un processo che resta basato sui combustibili fossili? O è solo un’operazione di greenwashing finanziata con fondi pubblici? Il nuovo impianto ad idrogeno beneficerà di ingenti fondi pubblici PNNR. Ci chiediamo se sia legittimo utilizzare risorse della collettività per potenziare siti industriali ad alto rischio in zone SIN, già densamente cariche di servitù ambientali, senza che vi sia stata una valutazione dell’impatto ambientale (VIA) partecipata o un dibattito pubblico. Chiediamo l’immediata sospensione delle procedure e l’apertura di un tavolo tecnico pubblico“.

Di tutt’altro tenore la replica del vicesindaco Marco Giacanella. “La raffineria già oggi produce e utilizza idrogeno grigio, ottenuto da fonti fossili. Il progetto annunciato prevede il passaggio alla produzione di idrogeno verde, derivato da fonti rinnovabili. Non si tratta della realizzazione di un nuovo impianto, ma della modifica o sostituzione di quello esistente. Un sistema orientato all’utilizzo di energia pulita – dice Giacanella – rappresenta un primo passo nella direzione auspicata dalla città: riduzione delle emissioni e miglioramento della qualità urbana. La città era già a conoscenza del progetto di API Raffineria, che nel 2023 aveva partecipato a un bando regionale.Oggi il progetto è stato finanziato, ma non è stato avviato alcun iter tecnico di approvazione. Conseguentemente, non esiste e non può esistere alcun parere positivo da parte del comune. L’amministrazione attende di esaminare il progetto per potersi esprimere formalmente. Non faremo come questa opposizione che, diffondendo informazioni inesatte, alimenta confusione tra i cittadini e mina deliberatamente un confronto serio e responsabile“.

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