Respinto il ricorso dei proprietari
Di Gianluca Fenucci
FALCONARA – 28 manufatti di Rocca Priora sono stati dichiarati abusivi e devono essere demoliti. Lo ha deciso il Tribunale Amministrativo Regionale che ha respinto il ricorso contro la demolizione presentato dai 28 proprietari dei capanni ed ha supportato la decisione del comune di Falconara. L’amministrazione comunale di Falconara si era costituita nel ricorso al T.A.R. Marche contro il comune falconarese per l’annullamento, previa sospensiva, delle 28 ordinanze di demolizione dei manufatti di Rocca Priora ed aveva nominato difensore del comune di Falconara, l’avv. Lorenzo Mondini.
“Del resto – ricorda l’avv. Mondini che rappresenta il comune – che quei manufatti debbano essere demoliti era già stato stabilito in passato dai diversi gradi di giudizio superiori perché non ci sono solo risvolti edilizi ma anche ambientali e della sicurezza pubblica”.
Lorenzo Morbidoni e Paolo Barigelli, presidenti della cooperativa Isola Blu e della società Villaggio Bianco, che rappresentano i proprietari delle decine di manufatti che sorgono alla Rocca, avevano evidenziato che esisteva un piano di recupero del 2008 che i proprietari intendeva attuare, anche se prevede la demolizione dei loro manufatti. “Una procedura – dicono Lorenzo Morbidoni e Paolo Barigelli – che ci obbliga a demolire i capanni in pochissimo tempo, senza i giorni necessari per farlo e così avevamo chiesto ulteriore tempo al comune e per questo ci eravamo opposti alla demolizione”.
Ma il T.A.R è stato chiaro. “Per l’attuazione del Piano di Recupero e la realizzazione delle opere di mitigazione del rischio idrogeologico è necessaria la previa demolizione di tutte le opere abusive al momento presenti sull’area. I ritardi nell’attuazione del Piano di Recupero non sono imputabili all’amministrazione comunale ma all’atteggiamento dei proprietari dei capanni che si oppongono tenacemente alla rimozione degli abusi”.
Morbidoni e Barigelli sono amareggiati: “Speravamo che il comune avesse un po’ di pazienza – dicono – così si perde anche un pezzo storico importante della Rocca”. Mondini però replica: “I proprietari dei capanni hanno fatto richiesta di sanatoria pur sapendo che la legge Galasso non consente il rilascio di concessione in sanatoria qualora il manufatto fosse stato entro 200 metri dal fiume o dalla battigia”.
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