Falconara, il bilancio di previsione suscita le critiche dell’opposizione: l’amministrazione difende le scelte

Investimenti su scuole e opere pubbliche al centro del dibattito

Di Gianluca Fenucci

Durante il consiglio comunale di venerdì il vicesindaco di Falconara Marco Giacanella ha illustrato il bilancio per il 2026 che è stato votato a maggioranza. L’amministrazione comunale ha sottolineato l’importanza delle spese di investimento realizzate in questi anni e che saranno completate nei prossimi.

L’amministrazione – ha detto Giacanella – ha avuto la capacità di intercettare finanziamenti statali e regionali che dimostra la capacità di presentare progetti validi e di vincere bandi competitivi». Grazie a questi investimenti, il comune sta realizzando opere che cambieranno in meglio il volto della città, come gli interventi sulle scuole Fanesi, Lorenzini, Leonardo da Vinci, Dante Alighieri e il futuro polo scolastico del centro.

Sono strutture moderne, destinate a durare 50 o 60 anni, che non richiederanno interventi strutturali nel breve periodo. Questo modo di operare dimostra la differenza – ha detto Giacanella – tra chi governa con responsabilità e chi ha pensato solo al consenso immediato, lasciando alla città ben poco se non problemi da risolvere e debiti da pagare”.

Maria Ambrogini, consigliera di minoranza, però replica criticando l’amministrazione comunale. “Quello di Giacanella è un messaggio mistificatorio – dice la Ambrogini – perché il comune copre gli ulteriori costi sospendendo il pagamento della quota capitale di alcuni mutui e pagando solamente la quota degli interessi della rata del mutuo. Così il comune libera risorse per coprire gli incrementi dei costi dei servizi. È giusto aiutare chi è in difficoltà ma è doveroso dire con chiarezza ai cittadini che le risorse utilizzate non derivano da una migliore gestione dei conti, ma dal rinvio del pagamento delle quote capitali dei mutui, reso possibile da una legge straordinaria post-Covid. La scelta riduce solo marginalmente il debito del comune che tra il 2024 e il 2025 è diminuito di soli 600 mila euro mentre prima della rinegoziazione dei debiti la diminuzione annuale era di circa 2 milioni all’anno, quindi il debito viene semplicemente rinviato ed allungato“.

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