Fabiani ricarica il Castelfidardo: “Carte in regola per giocarcela anche nel silenzio”

Fabiani - foto Fabrizio Ottavi

ECCELLENZA – Il difensore verso il ritorno dei playoff a Pomezia. Porte chiuse, bisogna ribaltare il 2-3 scaturito al Mancini

Come da previsioni della vigilia l’Unipomezia si è rivelato davvero un osso duro da affrontare nell’andata delle semifinali dei playoff nazionali per il Castelfidardo che in questa stagione aveva incassato tre reti in una sola occasione, a settembre nella gara di Coppa Italia al Diana contro l’Osimana. In occasione della prima rete, nell’evoluzione non troppo limpida dell’azione a causare il rigore era stato indicato Fabiani, scagionato invece da ogni responsabilità nell’occasione dalle immagini TV. Proprio con Leonardo Fabiani, difensore classe 2002 che veste da quattro stagioni la maglia del Castelfidardo, abbiamo analizzato gli aspetti principali emersi nella gara di domenica al Mancini “Si sono dimostrati una squadra con giocatori d’esperienza che sono riusciti a sfruttare le occasioni che hanno avuto – afferma il difensore biancoverde – Magari noi abbiamo un po’ peccato su qualche situazione in fase difensiva, ma siamo stati anche bravi a rispondere ai loro gol e questo è stato importante”.

Una formazione, quella laziale, che si è dimostrata molto efficace soprattutto sulle corsie laterali e scaltra nel gestire anche situazioni e tempi della partita; “Sugli esterni hanno degli ottimi giocatori per la categoria – prosegue Fabiani – ma anche chi in quel ruolo era in panchina credo siano giocatori che in un’altra squadra avrebbero potuto essere benissimo titolari”.

Il Castelfidardo però è rimasto sempre in partita, senza darsi per vinto anche quando è andato sotto di due reti trovando orgoglio e forza per accorciare le distanze provando fino all’ultimo a riequilibrare l’incontro e lasciando sensazioni che fanno ben sperare per la gara di ritorno: “Siamo vivi, è stata importante la reazione che abbiamo avuto in campo – continua Leonardo – dopo il 3-1 ci siamo messi sotto, abbiamo attaccato, fatto il 3-2 siamo anche andati vicini al pareggio che non è arrivato per poco e comunque abbiamo creato occasioni e quelle che ci capiteranno domenica le dovremo sfruttare al massimo”.

Non ci potrà essere Nacciarriti, espulso durante la gara di andata, ma mister Giuliodri potrà contare sul rientro di pedine importanti come Fabbri, Imbriola e Braconi assenti per squalifica: “Domenica rientreranno tre giocatori essenziali per noi – ricorda Fabiani – che durante l’anno si sono dimostrati fondamentali per il raggiungimento dei playoff e domenica sicuramente porteranno il loro contributo che non hanno potuto dare domenica scorsa”.

Il Castelfidardo ha dimostrato in campionato di essere capace di espugnare campi importanti come il Polisportivo di Civitanova dove la truppa biancoverde ha fatto bottino pieno rallentando la corsa della Civitanovese verso il titolo e il Montefeltro di Urbino, battuto ancora ed eliminato nella playoff, per una stagione in ogni caso da incorniciare per il Castelfidardo. Per tenere accese le speranze di tornare in serie D ora bisognerà ripetere le imprese precedenti al Comunale di Pomezia, nel quale non sarà consentito l’accesso ai tifosi, con la gara che si disputerà in un inconsueto silenzio soprattutto per match di questa importanza: “Nello spogliatoio siamo molto contenti di quello che abbiamo fatto. Fin dall’inizio abbiamo dimostrato di essere un gruppo molto unito, giovane, stiamo bene insieme e questo è stato fondamentale per il raggiungimento di questo obiettivo. Domenica sappiamo che non ci sarà la presenza del pubblico e questo non è molto giusto nei confronti dei nostri tifosi che durante l’anno ci hanno sempre sostenuto e un po’ penalizzante anche per noi, essendo una delle partite più importanti della stagione, per la posta in palio che c’è, soprattutto nei loro confronti non è bello. In ogni caso – conclude il difensore biancoverde – credo che abbiamo tutte le carte in regola per potercela fare e daremo il massimo per regalare a loro e a noi questa soddisfazione”.

Sergio Brizi
Author: Sergio Brizi

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