Fabi scrive alla Bcc del Piceno: tanti gli interrogativi

Il nuovo Presidente della Bcc Banca del Piceno Bagalini

La Federazione Autonoma Bancari Italiani sentenzia: “Risparmi e sperperi in mezzo a ribaltoni e cambi di passo”

Nei giorni scorsi, precisamente nella giornata di ieri, è stata inviata una lettera aperta dalla Federazione Autonoma Bancari Italiani (Fabi) all’indirizzo della Bcc Banca del Piceno. Il titolo parla di “Risparmi e sperperi in mezzo a ribaltoni e cambi di passo“. Nel nostro resoconto vi riportiamo alcuni passaggi della missiva. “Dalle azioni messe in atto negli ultimi tempi sta emergendo che, mentre da un lato il costo del personale viene schiacciato oltremisura per le figure non disciplinate con interpretazioni il più possibile restrittive di ruoli ed incarichi assegnati (nonostante: quanto riportato nel mansionario, opportunamente rimosso dalla intranet aziendale, e quanto avviene nella realtà), dall’altro sembra sia stata incaricata apposita società di elezione del personale per individuare il nuovo direttore generale.

Mentre da un lato si cerca di schiacciare il costo del personale, preferendo remunerare i propri legali incaricati di fronteggiare le vertenze che nel frattempo si sono accumulate, dall’altro ci domandiamo se fosse necessario rivolgersi ad una società di selezione di tale livello (almeno all’apparenza) e quanto è costato per le casse della banca. Mentre da un lato il deterioramento del clima aziendale fa aumentare la distanza tra ì dipendenti e la banca (che preferisce andare in tribunale piuttosto che addivenire ad un accordo, se non alle proprie non negoziabili condizioni), dall’altro si incarica una società di selezione per poi, magari scegliere (ipotesi niente affatto remota) un profilo tra quelli che già orbitano nella realtà della capogruppo.

Mentre da un lato non sono stati messi in atto piani di formazione che garantissero una crescita professionale dei propri dipendenti con la predisposizione di un ricambio interno dall’altro rigiunge voce che la società di consulenza abbia contattato figure che non avevano mai ricoperto ruoli analoghi. Dovremmo quindi dedurne elle se vengono da fuori sono pronti anche se non lo hanno mai fatto mentre se vengono dalla cosiddetta “cantera” (utiliuando termini calcistici stranieri) non sono adatti, facendo lo stesso errore delle società calcistiche italiane? Non è stata forse sufficiente la recente esperienza da cui sta ancora uscendo la banca? Siamo sicuri che tra Il personale della banca non ci siano nominativi che, se non superiori, quantomeno non hanno niente da invidiare a questi profili? E che dire delle voci che parlano dell’ipotesi portata in consiglio di accantonare una somma per una potenziale causa da parte dell’ex direttore generale, mentre ci risulta che non sia stata accantonata alcuna somma per quelle già incardinate”. La lettera prosegue: “Dopo oltre un mese dal nostro ultimo comunicato e ad ormai 4 mesi dal ribaltone in CdA, appare evidente che chi si era auto accreditato per dare un cambio di marcia, è pienamente riuscito nel suo compito. Infatti, se prima l’attività della banca era stata rallentata in attesa della svolta conseguente alla fuoriuscita del direttore generale, con il cambio della presidenza si ha la sensazione di essere scivolati in una situazione di immobilismo, rallentando quelle operazioni di cui erano state gettate le basi per superare definitivamente la vecchia gestione. Colui che prima criticava il suo predecessore per la scarsa presenza e per l’autonomia decisionale lasciata al Direttore Generale sembrerebbe che abbia abdicato dal suo ruolo, chiamando in CdA un esponente della capogruppo cui ha di fatto delegato la gestione dello stesso”.

Andrea Busiello
Author: Andrea Busiello

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