Il dato è emerso durante l’incontro di giovedì 11 dicembre in Regione Marche
Sono 31 i dipendenti ex Giano di Fabriano, società del gruppo Fedrigoni attiva nel settore delle carte per ufficio chiusa a ottobre 2024 e che aveva generato esuberi per 173 unità, in attesa di ricollocazione.
Il dato è emerso durante l’incontro di oggi pomeriggio (giovedì 11 dicembre) in Regione Marche tra le organizzazioni sindacali di categoria e la dirigenza Fedrigoni rappresentata da Giuseppe Giacobello, Antonio Balsamo e Sofia Crudo. Incontro promosso dall’assessore regionale al Lavoro Tiziano Consoli.
“Un risultato importante, frutto di un impegno condiviso, ma che non può considerarsi conclusivo” – ribadiscono i sindacati. Per questo motivo è stata chiesta la proroga della cassa integrazione guadagni straordinaria che scade a fine anno. “Abbiamo ottenuto presso il Mimit e la Regione Marche la disponibilità a garantire un ulteriore anno di Cigs, indispensabile per accompagnare la fase finale della gestione degli esuberi” – sostengono i sindacati.
Sul fronte industriale, l’azienda ha illustrato una strategia che concentra gli investimenti sui settori considerati più promettenti: la produzione di carte per banconote e di sicurezza e il comparto del disegno artistico. Nel 2026 sono stati programmati e approvati investimenti per tre milioni di euro per lo stabilimento di Fabriano. L’obiettivo principale è avviare il ciclo continuo entro marzo 2026 sulla macchina ottava e impianti di allestimento, con il conseguente aumento dei volumi produttivi e la possibilità di ampliare i turni e l’occupazione. Per questo anche su sollecitazione sindacale la Regione Marche ha finanziato un pacchetto formativo articolato, composto da 14 corsi per un totale di 416 ore, destinati a 82 persone.
Una misura utile, ma che deve essere attivata rapidamente – hanno ribadito le parti sociali – abbiamo chiesto e ottenuto che vengano programmati incontri periodici di monitoraggio, coinvolgendo costantemente sindacato, azienda e Regione, che è quello di arrivare a impatto zero entro il 2026, attraverso soluzioni equilibrate come prepensionamenti, ricollocazioni mirate, politiche attive e uscite volontarie e tutelate”.
“Il percorso che stiamo portando avanti è complesso – commenta l’assessore regionale al Lavoro Tiziano Consoli – ma oggi abbiamo visto segnali che consentono di guardare con maggiore fiducia ai prossimi mesi”. All’incontro era presente anche la consigliera regionale di Fabriano, Chiara Biondi. La Regione Marche ha destinato 49mila euro per percorsi di formazione professionale finalizzati al ricollocamento dei lavoratori. “La Regione – ha concluso l’assessore – continuerà a garantire coordinamento, presenza costante e strumenti concreti, dalla formazione professionale alle politiche attive”.
Dai 173 esuberi iniziali si è scesi a 31 lavoratori che devono ancora essere ricollocati o riassorbiti, “tenendo conto che una parte potrà accedere alla pensione nei prossimi mesi. La ricollocazione di questi lavoratori – ha ribadito Consoli – resta la nostra priorità assoluta”. Il piano industriale illustrato dalla proprietà, con nuovi investimenti, il ritorno del ciclo continuo entro marzo 2026 e la volontà di utilizzare appieno le opportunità offerte dalla Zona economica speciale (Zes), “rappresenta un passaggio fondamentale. Ci auguriamo – ha proseguito Consoli – che dalle prossime settimane possano arrivare spiragli di luce per tutte le famiglie coinvolte. Il tavolo del 26 marzo sarà un ulteriore momento di verifica per assicurare pieno riassorbimento e reali prospettive di rilancio”. Al termine del tavolo è stato siglato l’accordo sulle politiche attive del lavoro, condizione necessaria per il rinnovo della Cigs per il 2026.
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