Ernesto Raponi: fedele erede di Benito, cofondatore di Lube

Nel suo nome il ricordo di una tragedia familiare

di Maurizio Verdenelli

E lo ricordo ancora. All’ombra della figura dominante e dominatrice del suo gran padre, Benito Raponi fondatore con Luciano Sileoni di quella che puo’ essere definita a posteriori ad ottima ragione la Fiat maceratese: la Lube (e pure di Sira). All’ombra ed ombra stessa del padre, cui in tutto lui si conformava mi appariva Ernesto Raponi deceduto oggi a 67 anni da rapida e crudele malattia (leggi).

 

Un’ombra che fisicamente era per paradosso il suo esatto contrario. Ernesto asciutissimo, il padre con qualche pinguedine seppure ben celata sotto il casual elegante. Glabro, ogni volta perfettamente rasato, il primo. Con un’ombra di barba Ernesto vestito con abiti english style. In rispettoso silenzio a fianco del genitore che procedeva sicuro salutando tutti e da tutti salutato. Li avresti definiti, anche venti anni fa, l’icona perfetta di padre e figlio senza tempo.

Al figlio, Benito (padre pure di Elisabetta, detta Betty) aveva dato il nome del fratello-eroe: Ernesto, scomparso nella seconda guerra mondiale a bordo in un sottomarino-giocattolo, il leggendario Scirè, davanti alla costa di Israele, ad Haifa vittima del codice Enigma (che decrittato permetteva agli Alleati di scoprire in anticipo le manovre della pur valorosa Marina italiana e colpire duramente come in quel caso). Come per gli altri marinai a bordo, le spoglie di Ernesto Raponi non furono mai recuperate e per Benito e la sua famiglia quella fu una ferita mai chiusa.
Luca Raponi, figlio di un altro grande imprenditore (Raimondo che lanciò la celebre sartoria-atelier ‘Trea’, cugino di primo grado di Benito) ricorda Ernesto così: “Brillante, amante dell’abbigliamento chic sartoriale e pure amante della cucina tradizional. Un uomo che come il padre Benito aveva girato il globo per lungo e per largo, pioniere entrambi dell’apertura commerciale ai mercati cinesi prima ancora che la grande chiave in questo senso si chiamasse …padre Matteo Ricci in occasionevdel suo glorioso, multicentenario anniversario“.

 

Ancora: “Filantropo della città di Treia nell’ambito culturale e sportivo, insomma un treiese autentico tant’è che dopo le nostre maglie targate ‘100% passotreiese’ che qualche polemica paesana-sciovinistica non mancarono d’innescare, Ernesto realizzò per i giovani calciatori della società sportiva Treiese le t-shirts ‘100% treiese’…dove l’indicazione della più popolosa frazione era stata cassata”. Da qualche anno era deceduto Benito, e qualche anno primato sia Ernesto sia il genitore aveva concordato la liquidazione dellale loro quote di proprietà della Lube. Investendo in settori del mercato finanziario.

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