Questa decisione è strettamente legata all’avvio immediato di un percorso politico preciso: l’allargamento del tavolo di coalizione
di Fulvia De Santis
SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dopo alcune indiscrezioni circolate nelle ultime ore, Alessandro Marini e Margherita Sorge intervengono per fare chiarezza sull’esito dell’Unione Comunale del Partito Democratico che si è svolta ieri sera e che si è protratta ben oltre la mezzanotte.
Al termine di una discussione definita lunga, accesa e molto partecipata, il gruppo ha deciso di accettare la proposta del segretario e di entrare negli organismi esecutivi del Partito Democratico sambenedettese. In base all’accordo raggiunto, Margherita Sorge assumerà il ruolo di vicesegretaria mentre Alessandro Marini entrerà a far parte dell’esecutivo del partito.
Una scelta che, spiegano i due esponenti, nasce dalla convinzione che “l’unità del partito rappresenti un elemento imprescindibile”. L’ingresso negli organismi dirigenti viene quindi interpretato come un’assunzione di responsabilità nei confronti della città e della comunità, accettando la proposta avanzata dal segretario proprio con l’obiettivo di rafforzare il percorso politico comune. Allo stesso tempo, Marini e Sorge chiariscono che questa decisione è strettamente legata all’avvio immediato di un percorso politico preciso: l’allargamento del tavolo di coalizione. L’obiettivo è coinvolgere tutte le forze progressiste, laiche, centriste, civiche e riformiste che si riconoscono nel campo del centrosinistra e che condividono la volontà di non affidare la guida della città a una destra definita “becera e conservatrice”. Secondo i due esponenti democratici, questo processo dovrà partire nel più breve tempo possibile. Il tema, annunciano, sarà portato già al prossimo tavolo di coalizione, al quale parteciperanno ribadendo con chiarezza il mandato politico espresso favorevolmente dall’intero Partito Democratico. “Diversamente – spiegano – il nostro ingresso negli organismi non avrebbe alcun senso”.
La convinzione espressa è che solo attraverso un tavolo di confronto il più ampio possibile, fondato su punti programmatici chiari e condivisi, sarà possibile costruire una sintesi politica solida e individuare la candidatura a sindaco più autorevole e rappresentativa per guidare la città. Nel loro intervento, Marini e Sorge criticano anche l’ipotesi di continuare a porre veti o preclusioni politiche, così come la speranza di possibili interventi esterni. Si tratta, sostengono, di tentativi ai quali si opporranno con determinazione. I due esponenti sottolineano come il voto “pressoché unanime” dell’assemblea rappresenti un segnale chiaro della volontà del Partito Democratico di assumersi fino in fondo la responsabilità di costruire “il centrosinistra più largo possibile” nell’interesse della città di San Benedetto del Tronto.
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