Elezioni amministrative, Fabio Urbinati: “Mi metto a disposizione di San Benedetto”

Possibile candidatura a sindaco in primavera

di Fulvia De Santis

Fabio Urbinati rende oggi pubblica la propria disponibilità a candidarsi al ruolo di primo cittadino di San Benedetto del Tronto in vista delle elezioni amministrative della prossima primavera. Una scelta ponderata e maturata nel tempo, che nasce da un profondo senso di appartenenza e da un legame autentico con la città.


Consigliere comunale tra il 2006 e il 2011, assessore dal 2011 al 2015 con deleghe al bilancio, al commercio, alle attività produttive e al porto, Urbinati ha proseguito il proprio percorso istituzionale in Regione Marche, dove dal 2015 al 2020 ha ricoperto il ruolo di consigliere regionale e capogruppo del Partito Democratico. Tra i numerosi incarichi politici svolti nel corso degli anni figura anche quello di coordinatore regionale di Italia Viva, incarico mantenuto fino al 2023.


«Mi sono messo a disposizione per la città in cui sono nato e amo da impazzire. Lo faccio con quello spirito di servizio che mi ha sempre contraddistinto», afferma Urbinati, chiarendo sin da subito il perimetro della sua posizione politica e personale. Nessuna corsa solitaria, nessuna ambizione imposta: «È semplicemente una disponibilità, nessuna fuga in avanti e nessuna forzatura».

Al centro del suo ragionamento c’è l’unità del campo progressista. Urbinati ribadisce con nettezza che, qualora emergesse una candidatura capace di tenere insieme tutte le anime del centrosinistra, il suo sostegno non mancherebbe: «Se arriverà una candidatura capace di unire tutto il centro sinistra sarò in prima fila a sostenerla con convinzione».

La sua identità politica non lascia spazio ad ambiguità. «Sono un uomo di centro sinistra ed ho militato sempre in questa area», sottolinea, indicando come obiettivo la costruzione di un campo largo che sappia includere il centro, la sinistra e il mondo riformista. Un’alleanza ampia, capace di riproporre quella stagione in cui San Benedetto seppe vivere «i suoi momenti di maggiore crescita e prestigio».

Lo sguardo è rivolto ai nodi irrisolti del presente. Urbinati elenca con preoccupazione le principali emergenze cittadine: «Difficoltà di reperire alloggi per i giovani e gli anziani in difficoltà, un nuovo modello di turismo da reinventare e il commercio in caduta libera». A questi si aggiungono le criticità sanitarie legate all’ospedale Madonna del Soccorso e un tema sicurezza che, avverte, «a San Benedetto sta diventando davvero allarmante». Questioni che, nel loro insieme, finiscono per minare «la già fragile coesione sociale della mia città».

Accanto alle urgenze quotidiane, Urbinati indica anche alcune battaglie strategiche. «Ci batteremo contro la nuova mega-vasca di colmata al porto», afferma, rilanciando al tempo stesso il progetto di San Benedetto co-capoluogo di provincia insieme ad Ascoli Piceno. Un’ipotesi che trova nuovo slancio alla luce «delle recenti aperture fatte dal sindaco di Ascoli Fioravanti sui rapporti tra le due città» e che potrebbe condurre a «un nuovo assetto istituzionale che darebbe pari dignità alla terza e alla quarta città delle Marche, con maggiori opportunità per entrambe».
In conclusione, la disponibilità di Fabio Urbinati assume il significato di una scelta profondamente personale, prima ancora che politica. «Quello per la mia città è un atto d’Amore. E come sappiamo per amore si è disposti a tutto».

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