E’ giusto “distruggere” così una società?

ECCELLENZA – La decisione del Giudice Sportivo sull’Osimana (5mila euro di multa e 16 mesi in campo neutro e porte chiuse) di fatto devasta economicamente e moralmente il club: ricordiamoci che un club, ancora più se una grande città, ha anche una valenza sociale

La decisione del Giudice Sportivo, di fatto, distrugge l’Osimana. Non c’è altro da dire. La società è stata multata di 5.000 euro. Un anno e quattro mesi a porte chiuse in campo neutro e diverse squalifiche tra i giocatori. Il tutto per una gara di Coppa Italia infrasettimanale. In sostanza una società è stata “distrutta” perché basti pensare ai guai economici e non solo di una squalifica di questa portata. A memoria una cosa del genere negli ultimi anni non si è mai verificata nelle Marche ma probabilmente anche in Italia. I tifosi dell’Osimana sono dei vandali scalmanati? Forse ci sarà qualcuno più esuberante ma condannare la società a una squalifica di proporzioni incredibili è qualcosa che dovrebbe far riflettere. Il primo passaggio, ovvio, che una società si sente di fare è quello di non fare più sport e calcio. Ma non solo prima squadra ma anche settore giovanile. E quando una società fa settore giovanile significa sociale, significa portare i ragazzi in campo e non in vie strane della vita. Insomma, una società di calcio dovrebbe essere tutelata. Sempre e comunque. Si fanno degli sbagli? E’ giusto che si paghi. Ma così, francamente, è troppo. La partita in casa del Massa Martana, leggendo il Giudice Sportivo, sembra esser stata una guerra. Da oggi sicuramente inizierà un percorso diverso in casa Osimana. Pensate a programmare il finale di stagione senza incassi in gare interne (e ad Osimo il pubblico c’è), pagare un campo diverso dal Diana e soprattutto ipotizzare di organizzare la prossima stagione senza poter conteggiare il botteghino. Insomma, oggi l’Osimana ha ricevuto il calcio più pesante che potesse mai ricevere. E’ chiaro, e inevitabile, che adesso interverrà la politica in questa vicenda. Perché qui è tutta Osimo, ma più in generale il calcio marchigiano, che perde. 16 mesi di campo neutro e porte chiuse rappresenta un record pazzesco. Bisogna riflettere seriamente se, al di là di quanto successo e della gravità dei fatti che solo i testimoni presenti al campo possono e potranno documentare, è “intelligente” distruggere una società di calcio con delle decisioni del genere.

Andrea Busiello
Author: Andrea Busiello

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