Dubbi e preoccupazioni, Moriconi: “Credo che a fine settembre il campionato non inizierà”

Francesco Moriconi

CALCIO – Il tecnico del Loreto: “Ai piani alti non si rendono conto della situazione, qualcosa deve essere cambiata subito”

“Credo proprio che il 27 settembre il campionato non inizierà”. Parola di Francesco Moriconi, allenatore del Loreto che fin da subito, insieme alla sua società guidata da patron Capodaglio, c’ha visto lungo. “Molte squadre hanno iniziato frettolosamente la preparazione, mentre ora sono costrette a fermarsi. Non era proprio il caso di iniziare così presto, quando i campionati faranno fatica a ripartire nelle date stabilite. Noi avremmo dovuto iniziare la preparazione lunedì 31 agosto, ma a questo punto non credo ci siano le condizioni per poterlo fare”.

La stoccata arriva anche ai piani alti della Figc Marche. “Chi comanda seduto su una poltrona, senza rendersi conto della situazione, ha detto armiamoci e partite anziché armiamoci e pariamo e mi metto in prima fila per qualsiasi cosa succeda. Qualcuno ha preso la protesta del Loreto come se volessimo andare obbligatoriamente in Eccellenza. Il regolamento parla chiaro ed era un nostro diritto. Ma allo stesso tempo c’era anche la coscienza di snellire una situazione che iniziava ad essere ingarbugliata. Allargando i campionati a 18 anche in Promozione e una stagione che con ogni probabilità inizierà ad ottobre, come è pensabile disputare 34 partite? Il turno infrasettimanale sarà inevitabile, ma questa volta il problema dei ragazzini che vanno a scuola non si pone per Cellini, che tre anni fa predicava proprio il contrario?”

In questa totale incertezza e un protocollo che ha lasciato non poche perplessità, molti momentaneamente stanno tirando i remi in barca. “Il calcio a questi livelli è pura passione, certo, anche con qualche compenso economico, ma chi viene al campo a casa ha famiglia e un lavoro. Io posso rischiare di scendere al campo, ma quando rientro ad attendermi ci sono due genitori anziani e non posso rischiare per poi far ammalare loro. Per ora giusto fermarci, ma qualcosa deve essere cambiata subito”.