Droga a Macerata, il Questore: “Non incolpate i giudici per le scarcerazioni”

Pignataro commenta le polemiche suscitate da due spacciatori arrestati e poi rilasciati

Un invito a non mettere i giudici sotto accusa per la scarcerazione di due indagati per spaccio, poi tornati a commettere lo stesso reato, viene rivolto dal questore di Macerata, Antonio Pignataro, che in un intervento sul Corriere Adriatico commenta le polemiche suscitate dai casi di un tunisino e un libico arrestati dalla polizia per droga e poi rimessi in libertà.

“Invito caldamente i cittadini a non criticare in maniera aprioristica l’operato della magistratura in quanto i giudici, in base al dettato della carta costituzionale sono soggetti soltanto alla legge e sono pertanto obbligati ad applicarla anche quando essa produce effetti poco comprensibili per i non addetti ai lavori”, scrive il questore, che manifesta “stima e riconoscenza” ai magistrati,  la cui decisione “verosimilmente è stata conseguenza della valutazione di una serie di elementi di fatto e di diritto che ha portato alla scarcerazione dei due arrestati, anche nella consapevolezza dell’alta probabilità di recidiva”.

Secono Pignataro, “la corretta impostazione del problema non deve focalizzarsi sulla mera critica al giudice che spesso si trova ad operare in un contesto delicato e con penuria di mezzi, e quindi le legittime rimostranze dei cittadini che chiedono maggiore giustizia e sicurezza dovrebbero essere rivolte ai soggetti che hanno il potere e il dovere di migliorare l’impianto normativo esistente. Solo una stretta normativa in ordine ai benefici premiali di cui oggi possono godere anche soggetti gravati da molteplici pregiudizi penali e di polizia – conclude il questore  – potrebbe evitare per il futuro il ripetersi di situazioni analoghe a quelle accadute in questi giorni garantendo nello stesso tempo maggiore sicurezza per i cittadini e una maggiore fiducia nel funzionamento della giustizia”.

(AGI)

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