Dove si gioca di più a calcio? Nelle Marche: lo dice il Report FIGC

Riccardo Orsolini, calciatore marchigiano

Un tesserato ogni 34 persone, in crescita dell’8% rispetto all’anno passato

L’aumento di 210mila tra giocatori e giocatrici in un anno, con un ritorno ai livelli pre-pandemici, un impatto socio-economico della pratica calcistica prodotto a beneficio del Sistema Paese stimabile in oltre 4,5 miliardi di euro, il patrimonio delle Nazionali giovanili testimoniato dai recenti risultati sportivi dell’Under 20 e dell’Under 19 e il terzo posto europeo della FIGC per ricavi commerciali derivanti dalle Nazionali. Ma anche una perdita aggregata del Sistema Calcio professionistico pari a 1,4 miliardi di euro e la necessità sempre più impellente di avviare un programma di investimento per la realizzazione di una nuova generazione di impianti calcistici nel nostro Paese. Sono solo alcuni tra dati e spunti di riflessione che emergono dalla 13^ edizione del Report Calcio, il rapporto annuale sul calcio italiano e internazionale sviluppato dal Centro Studi FIGC in collaborazione con AREL (Agenzia di Ricerche e Legislazione) e PwC Italia. E tra questi dati c’è gloria anche per la Regione Marche.

Si perché dal report si evince che la nostra regione sia quella in Italia dove si gioca maggiormente a calcio. Nei dati, infatti, le Marche hanno un tesserato ogni 34 persone che, in base alla popolazione, è un numero molto elevato. Seguono in questa speciale classifica l’Umbria (37), Sardegna (40), e Trentino Alto Adige (41). Un +8.072 di crescita rispetto al 2020-2021 e 2021-2022. Nelle Marche il calcio piace ed appassiona, cresce e si muove, soprattutto a livello giovanile e dilettantistico.

Matteo Rossi
Author: Matteo Rossi

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