Cesolo riabbraccia la sua chiesa. Grande festa
Una giornata storica per la frazione di Cesolo e per l’intera comunità di San Severino Marche: dopo un’attesa durata quasi dieci anni a seguito delle scosse del 2016, e ancor prima del sisma del 1997, la chiesa di Santa Maria Assunta è tornata a splendere ed a spalancare le sue porte ai fedeli. Una cerimonia solenne e partecipata ha segnato il ritorno alla “normalità” nella frazione più popolosa del territorio settempedano.
Il sindaco della Città di San Severino Marche, Rosa Piermattei, ha sottolineato l’emozione profonda legata a questo traguardo: “Restituiamo a Cesolo il luogo di fede in cui generazioni di settempedani hanno celebrato i momenti più importanti della propria vita. Vedere questa chiesa di nuovo agibile e splendente è il segno tangibile che la ricostruzione, seppur complessa, procede e vince le sue sfide”. Il primo cittadino ha poi ricordato il momento burocratico più significativo: “Quando ho potuto finalmente firmare la revoca dell’Ordinanza di inagibilità, ho sentito un immenso sollievo. Sapevo che stavamo restituendo un centro di aggregazione sociale fondamentale, un centro di vita e di fede“.
La cerimonia è stata presieduta dall’Arcivescovo di Camerino – San Severino Marche, monsignor Francesco Massara, che durante l’omelia ha invitato la comunità a guardare avanti con speranza: “Sentiamo nel cuore che è bello essere qui. La riapertura è il senso della speranza e della certezza che si può rinascere e ricostruire, non solo strutturalmente. Entrando in questa chiesa possiamo portare le nostre gioie e le nostre difficoltà davanti a questo altare” – ha detto il presule.

Presente anche il Commissario straordinario alla Ricostruzione Sisma 2016, il senatore Guido Castelli, che ha riflettuto sulla natura del sisma come fenomeno radicale che toglie i riferimenti più intimi come la casa e la chiesa, lodando però lo sforzo congiunto per la riparazione dei danni.
Sabrina Piantoni, presidente dell’associazione Pro Cesolo, ha ribadito la forza della parrocchia: “Siamo una grande comunità piena di umiltà e grandi lavoratori”.
Alla cerimonia, nobilitata dalla presenza del Gonfalone della Città, hanno partecipato numerose autorità: Rosella Bellesi, funzionario della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, il consigliere regionale Luca Marconi, il presidente del Consiglio comunale, Sandro Granata, l’assessore comunale alla Cultura. Vanna Bianconi, i consiglieri comunali Tarcisio Antognozzi, Gabriele Pacini e Tiziana Gazzellini, quest’ultima anche in veste di consigliere provinciale.
Presenti, tra gli altri, anche il comandante della locale stazione dei Carabinieri, luogotenente carica speciale Massimiliano Lucarelli, il comandante della Polizia Locale, vice commissario Adriano Bizzarri, la dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo “P. Tacchi Venturi”, Catia Scattolini, la presidente della Pro Loco, Paola Miliani.
Per il clero locale accanto all’arcivescovo anche il parroco, don Noè Benitez, il vicario foraneo don Donato De Blasi, insieme ai parroci e sacerdoti della Vicaria, le consorelle della Confraternita della Madonna Addolorata di Cesolo, la Confraternita di San Rocco e alla Confraternita del Corpus Domini.
Un ringraziamento speciale è stato rivolto a chi ha reso materialmente possibile il restauro: la ditta Cifolelli per il risanamento delle strutture, l’architetto Giampiero Calcaterra per il coordinamento dei lavori, la restauratrice Federica Buccolini per aver ridato bellezza alle opere d’arte e le maestranze tutte.
Il sindaco ha concluso con un augurio che guarda al futuro: “Che le campane di Santa Maria Assunta tornino a suonare per annunciare che Cesolo è viva e guarda al futuro con fiducia”.



La riapertura al culto della Chiesa di Santa Maria Assunta a Cesolo rappresenta non solo un traguardo architettonico ma l’ultimo capitolo di una storia millenaria che affonda le radici nel cuore del Medioevo marchigiano.
Le prime testimonianze documentali della chiesa risalgono al XIII secolo, sebbene la mancanza di atti specifici renda difficile ricostruire con esattezza la vita della comunità parrocchiale dell’epoca. Un atto notarile del 1422 attesta la presenza di un amministratore, confermando l’importanza della struttura per il territorio già nel XV secolo. All’epoca, la chiesa dipendeva dalla collegiata di San Severino al Castello e, secondo le visite pastorali del Cinquecento, si presentava come un edificio semplice in aperta campagna, privo inizialmente della conservazione dell’Eucarestia.
Il deterioramento dell’antica struttura portò i cesolani, sotto l’impulso del Vescovo Giuseppe Vignoli, a decidere per la costruzione di un nuovo tempio. Il progetto fu affidato all’architetto Pietro Loni di Como, che pose la prima pietra nel gennaio 1756. La nuova chiesa fu ultimata in tempi record lo stesso anno e consacrata solennemente il 15 maggio 1757.
La storia della Chiesa di Santa Maria Assunta è intrinsecamente legata alla sfida contro i terremoti. Già nel 1799 un violento sisma lesionò la chiesa e la canonica. Ulteriori danni furono causati dal terremoto del 1951 e, in modo drammatico, dal crollo parziale del tetto e della volta dell’abside nel 1960. Quest’ultimo evento causò la perdita della tela originale dell’altare maggiore, sostituita successivamente da un imponente Cristo Crocifisso proveniente dalla distrutta chiesa di Colmone.

Dopo le chiusure del 2009 e la riapertura del 2014, le scosse del 2016 hanno imposto un nuovo stop forzato a causa di gravi lesioni strutturali e del distacco della cappella laterale. Grazie ai lavori coordinati dall’Architetto Giampiero Calcaterra e realizzati dalla ditta Cifolelli Edilizia, l’edificio è stato messo in sicurezza, restaurato e restituito alla cittadinanza.
Oltre alla sua importanza storica, la chiesa custodisce tesori di pregio, come la pala dell’altare di Santa Margherita, opera del pittore romano Biagio Puccini e l’artistica urna lignea della santa realizzata nel 1687. I recenti restauri hanno inoltre permesso di riportare alla luce reperti pittorici nella volta dell’abside e di valorizzare opere contemporanee come il tabernacolo ligneo di Renato Pizzi.
La riapertura del 2026 segna dunque il ritorno a casa per una comunità che, dal Medioevo a oggi, ha saputo ricostruire il proprio luogo dell’anima per ben dieci volte.
Appignanese
Ascoli Calcio
ASD Ginnastica Artistica Recanati
Associazione Tennis Macerata
Basket Fermo
Boca
Casette Verdini
Chiesanuova
Civitanovese
Cluentina
CSI Recanati
Fermana
Maceratese
Monteluponese
Montemilione
Osimana
Pantere Baseball
Recanatese
Sangiorgese
Sangiustese
Spartan Queens
TEC
Tolentino
Trodica
Vigor Castel Fidardo