Dopo 9 mesi dall’alluvione avviato l’escavo del fiume Misa

A Senigallia lavori per asportare sedimenti dal tratto cittadino

Partito l’escavo del tratto centrale del fiume Misa a Senigallia. A più di nove mesi dalla devastante alluvione del 15 settembre nelle Marche che causò 13 vittime e danni per due miliardi di euro in tutta la vallata Misa-Nevola, è stato avviato l’intervento per ripulire il fondale del corso d’acqua che attraversa Senigallia.

I lavori prevedono l’asportazione tramite pale meccaniche di circa 25mila metri cubi di materiale inerte dal breve tratto tra ponte Garibaldi e ponte Perilli. Si tratta di sedimenti, detriti e fanghi che si sono depositati lungo l’alveo fluviale con le numerose mareggiate dei mesi scorsi.
Dal 15 settembre a oggi sono state almeno dieci le situazioni di rischio esondazione vissute dalla città di Senigallia, di cui tre sfiorate per pochi centimetri. Tra i principali fattori di rischio anche l’altezza del fondale, visibile anche a occhio nudo. L’intervento di escavo era stato richiesto a gran voce da cittadini, associazioni, istituzioni locali e dalla struttura commissariale per l’emergenza Marche.
Sul tema anche i comitati degli alluvionati avevano fatto sentire la propria opinione: secondo Andrea Morsucci, presidente del “Comitato tra due fiumi – le imprese per il territorio”, l’intervento di “estrazione dei cumuli, isole e penisole, delle vere e proprie spiagge di breccia all’interno dei fiumi è la prima e prodromica essenziale attività per diminuire grandemente il pericolo per persone e cose“.

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