Dopo 3 giorni la nuova pista ciclabile perde la vernice, le perplessità di Andreoli (Lega)

“E’ un pericolo per i ciclisti e creerà problemi al traffico”

La vernice rossa era stata applicata proprio per indicare la presenza in via XXIX Settembre della pista ciclabile ma chi ha effettuato il lavoro molto probabilmente dovrà rimettere mano ai pennelli. Dopo appena tre giorni infatti la vernice applicata ha iniziato a staccarsi al punto tale che si vede l’asfalto sottostante.

Un mezzo autogol per chi ha commissionato questi lavori, senza dimenticare le polemiche che si sono scatenate sui social. Da una parte c’è chi applaude alla scelta ecologica, dall’altra invece, chi punta il dito contro il comune per aver realizzato una pista ciclabile in una zona dove il traffico e lo smog di certo non mancano e, come se non bastasse, la stessa pista secondo alcuni avrebbe già creato problemi di traffico visto che la strada si è ridotta ad una sola corsia.

Una cosa è certa, poco prima della rotatoria con via Marconi, di fronte all’imbocco della galleria San Martino, bisognerà prestare molta attenzione in quanto la semi curva potrebbe creare un pericolo ai ciclisti proprio per il transito dei mezzi pesanti, autobus compresi, che in questo tratto di strada tendono a stringere la traiettoria.

Il Consigliere della Lega, Antonella Andreoli ha espresso le sue perplessità in merito a questa nuova pista ciclabile che attraversa via Marconi e via XXIX settembre. “Trattasi dell’ennesimo progetto a modo di spot pubblicitario, eseguito nottetempo su una città ancora stordita dalla quarantena, del tutto avventato e senza le necessarie verifiche di fattibilità e di impatto sul traffico da parte dell’Amministrazione”.

“Se Ancona lamenta infatti una carenza e un’inadeguatezza cronica di percorsi ciclabili non è certo tracciando in tutta fretta una striscia colorata a casaccio sull’asfalto che questo storico gap può essere riempito. – afferma il Consigliere – In particolare, ci si chiede come e da chi sia stato eseguito uno studio serio ed articolato dell’impatto della costruenda pista ciclabile sul traffico e sulla viabilità, interessando questa la via principale di ingresso ed uscita dalla città, ora ridotta non solo ad un’unica corsia, cosa di per sé già gravissima ed insostenibile, ma con a fianco una fila di parcheggi che giocoforza andranno a bloccare il traffico ogni volta che un automezzo dovrà parcheggiare o uscire dalle strisce; senza considerare i certamente prevedibili rallentamenti dovuti alla ricerca dei posti liberi”.

“Insomma, la strada principale di uscita dalla città, percorsa da quasi tutti gli autobus ed i pullman di linea, è stata, del tutto inopinatamente, ridotta ad una sola corsia che risulterà praticamente essere, più che adibita allo scorrimento dei mezzi, al servizio dei parcheggi nelle adiacenti strisce blu, al cui business l’Amministrazione non ha di certo voluto rinunciare. Detti parcheggi sono stati inspiegabilmente inseriti al posto della utilissima e necessaria corsia di scorrimento, corsia che sarebbe stata comunque utile come spazio di emergenza data l’altissima quantità di traffico, anche di mezzi pesanti, che interessa la strada”.

“A tutto ciò va aggiunta comunque l’estrema pericolosità per gli stessi ciclisti della pista, inserita in un contesto di elevatissimo traffico e inquinamento, in particolare in prossimità della rotatoria. Ma si sa, Ancona non è molto fortunata con le rotatorie, basta ricordare la ben documentata pericolosità di quella di Torrette per la quale non è stata ancora trovato alcun rimedio” – conclude Andreoli.

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