“Dobbiamo mangiargli il cuore”, il tridente che stentava e un mister in down: Matelica-Fermana quattro mesi dopo

Leonetti contende la palla a Neglia in Fermana-Matelica del 29 novembre

SERIE C – Ritorna il derby: all’andata Leonetti e Moretti non volavano, Antonioli traballava e quella frase di Andreatini…

Domani (domenica) alle ore 17.30 torna un derby all’Helvia Recina. Sarà Matelica-Fermana, partita che si porta dietro il suo fascino dagli anni del dilettantismo. Adrenalina inalterata. I biancorossi di Canil non soffrono di vertigini lassù in alto, i gialloblu di Vecchiola sono quasi salvi ma con poche cartucce a disposizione per alzare la mira.

 

Colavitto al Recchioni

Ma un derby è sempre un derby e, come ha detto anche il mister del Matelica Colavitto, “Si tratta di una partita sentita, contro una Fermana tosta e solida che ha una sua identità“. Gara importante al di là della classifica, proprio come lo scontro dell’andata. Ricordate? Al Recchioni, lo scorso 29 novembre, si sfidavano due squadre diverse. Il Matelica che in campionato era partito benissimo e toccava la linea dei playoff aspettava i gol delle sue punte. Leonetti era a quota 2, Moretti a 1, Volpicelli a 3.

 

Il Matelica festeggiava Calcagni

Nell’1-1 finale, la rete la siglò la mezzala Calcagni. Un girone dopo, quel tridente biancorosso è diventato uno dei più temibili del girone (10 Leonetti – 8 solo nel 2021 – 9 Moretti – di cui 3 alla capolista Padova la settimana scorsa- 10 Volpicelli che è stato sempre quello più continuo). E la Fermana? Era cosa totalmente opposta nel modulo (4-3-1-2), negli interpreti, nella mentalità, nella guida tecnica, nel momento attraversato. Mister Antonioli, infatti, stava annaspando in mezzo ai playout (solo 9 punti in 12 gare), il timone era sempre meno saldo nelle sue mani e infatti sei giorni dopo fu esonerato in seguito alla scivolata di Modena.

 

La Fermana al gol di Boateng

L’azione manovrata con cui al cospetto del Matelica portò al gol di Boateng (che assist Grbac) fu il suo ultimo lampo in mezzo alle nuvole. Chi provò a spazzarle, in quei giorni, fu il ds canarino Max Andreatini che proprio prima della gara con gli uomini di Colavitto fece uno show in conferenza stampa (leggi) In mezzo a tante frasi ad effetto, Andreatini ci buttò dentro quel “Al Matelica dobbiamo mangiargli il cuore” che, evidentemente, qualcuno nell’alto-maceratese non gradì se è vero che qualche ora dopo Max fu costretto a rettificare smorzando i toni. Diplomazia spicciola: Andreatini quelle parole le avrebbe pronunciate al di là dell’avversario. Servivano per stimolare la sua squadra, che in quel momento era troppo piatta per essere considerata viva…

 

Sta di fatto che in campo Leonetti (all’epoca falso nueve con Moretti in panca) non graffiò, ma Antonioli non reagì: la sua Fermana incassò infatti il gol del pari una manciata di secondi dopo esser passata avanti. Difetti che tornavano sulla scena. Maledette reti subite in quattro e quattr’otto. Accade anche al Braglia la settimana successiva: rete gialloblù gonfiata al primo minuto, così come era accaduto a Trieste, così come era accaduto con il Padova.

 

Antonioli con il Matelica, ultima gara casalinga della sua gestione

Robe inconcepibili. Antonioli pagò per tutti e fu sostituito con Cornacchini, l’uomo della rinascita. Domani ci sarà Jo Condor sulla panca dell’Helvia Recina. “Il Matelica? Sta facendo un campionato super, considerato che è pure una matricola – ha detto Cornacchini -. Ha la testa sgombra e gioca senza pressioni”. Ma il derby è sempre un derby. Chi mangerà il cuore a chi?

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