Non solo, si chiede anche il rigetto della richiesta di ampliamento
Diverse associazioni e gruppi di cittadini dei territori di Porto Sant’Elpidio e Sant’Elpidio a Mare esprimono forte preoccupazione in vista della Conferenza dei servizi decisoria sulla richiesta di ampliamento della discarica di Porto Sant’Elpidio Eco Elpidiense, località Castellano e Corva, fissata per il 20 aprile 2026.
Dopo anni di presenza dell’impianto, la cittadinanza segnala una condizione di crescente stanchezza e allarme per le possibili ricadute ambientali e sanitarie sul territorio, che si inseriscono in un contesto ormai percepito come fortemente gravoso per le comunità locali. Le osservazioni già depositate ribadiscono la necessità che, nella valutazione finale, la tutela della salute pubblica e dell’ambiente venga considerata prioritaria rispetto a interessi economici di natura privata legati alla gestione dell’impianto.
Particolare preoccupazione riguarda la natura stessa della richiesta di ampliamento: non si tratterebbe soltanto di un intervento funzionale alla gestione dei rifiuti del sito, ma di un sistema destinato al trattamento continuativo di percolati provenienti anche da fuori comune, provincia e regione, con successivo convogliamento nella rete fognaria pubblica che attraversa l’intero territorio comunale e che recapita infine al sistema di depurazione. Secondo le associazioni, questo elemento rappresenta un punto critico centrale, perché rischia di trasformare l’impianto in una struttura non più limitata alla funzione originaria del sito, ma in una realtà di trattamento estesa, destinata a protrarsi nel tempo, anche oltre la fase di chiusura della discarica.
«La comunità è stanca e profondamente preoccupata – spiegano le associazioni – non solo per gli impatti attuali, ma per la prospettiva che il territorio continui a essere interessato senza una reale prospettiva di conclusione». Le associazioni sottolineano infine come il progetto venga percepito come una scelta che incide in modo strutturale e permanente sul territorio, chiedendo che venga espresso un orientamento chiaro a tutela della popolazione residente. In conclusione, si chiede il rigetto della richiesta di ampliamento e lo stop dell’impianto.
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