Disagio giovanile, la ‘ricetta difficile’ tra rieducazione e sanzione finale

Macerata, convegno di ‘Insieme in sicurezza’. L’ex questore Iacobone: “40 anni di fallito dialogo con gli studenti sono significativi”. Renis: “Intervenire prima: sulla formazione”.
Nel capoluogo del post Pamela, un quadro ancora peggiore

di Maurizio Verdenelli

Baby gang, bullismo, droga, dipendenze patologiche, identità: i cinque Cavalieri dell’Apocalisse del disagio giovanile. ‘Di scena’ nell’auditorium della Biblioteca statale di Macerata, hanno ‘diviso’ in un finale a sorpresa i relatori. “Devo ammettere con grande amarezza, dopo 40 anni che vado nelle scuole, l’insuccesso perlopiù della strategia del dialogo. Perlopiù i ragazzi non ascoltano la nostra voce ma quella del gruppo che dice altre cose…e il quadro che in definitiva poi emerge appare chiaro anche e soprattutto a Macerata”. Parola del dottor Giorgio Iacobone, gia’ questore ad Enna, Ancona e Trento, e che a Macerata ha diretto negli anni 80 la Mobile.

Iacobone è il presidente onorario di ‘Insieme in Sicurezza’, associazione che ha curato il convegno. E lo scenario del disagio giovanile, pur in questo appena post Pamela, appare se possibile peggiorato. Se in Italia c’è un decesso per droga ogni 100mila abitanti, nelle Marche ‘maglia nera’ ce ne sono quattro. Nel Maceratese, media ancora piu’ alta. Dati ben chiari a Romeo Renis, vicecommissario in pensione, già sindacalista, presidente di ‘Insieme in sicurezza’. Che, con il conduttore Andrea Foglia (‘Veder crescere con il dialogo”) distingue: “Il dottor Iacobone vede la parte finale, noi quella iniziale. Quando è ancora possibile influire sulla formazione del giovane”.
Un convegno appassionato, lungo che ha fatto fare gli straordinari al personale della Biblioteca (“è stato costruttivo: siamo rimasti volentieri”). Con relatori d’eccezione: Gianni Giuli, direttore del dipsrtimento dipendenze dell’AV3, la sociologa Silvia Agnani, la prof. Alessandra Fermani (Unicam) e la psicologa Mina Sehdev (Unicam).

Come battere il disagio giovanile? Il gruppo impone modelli trasgressivi e il singolo per una questione di ‘reputation’ ubbidisce a questa regola comunitaria che alza costantemente ‘l’asticella’. La famiglia puo’ far poco sopratutto quando gli sono riaffidati i soggetti più pericolosi.
Quale ricetta dunque tra cura e sanzioni? Insiste Iacobone: “50 anni di fallimenti nel presunto dialogo con gli studenti, stanno pur ad indicare qualcosa”.
Un motivo di speranza, nel convegno, da tre giovani. Da Michel con la sua canzone ‘Contro il fumo’, da Nas dal Ciad (“Siamo in Italia per studiare non per delinquere: la diffidenza verso il nero e la burocrazia certo non aiutano”) ed Ariana, albanese-kossovara, prima insegnante di sostegno ad operare nelle scuole maceratesi. “Venire dall’altra parte dell’Adriatico è difficile sopratutto se dalle coste del mio Paese. Una barriera che si supera dopo anni, con sacrificio. Come si dice a Macerata? Ecco, con ‘la fatica’”.

 

Nella fotogallery: il tavolo con Gianni Giuli, Silvia Agnani, Alessandra Fermani e Giorgio Iacobone.
Da Romeo Renis (al microfono) e la vicesindaca Francesca D’Alessandro in prima fila con Renis.

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