Bitcoin come protocollo
per scambiare beni digitali


Maria Grazia Sagretti

02-10-2018 15:04

di Maria Grazia Sagretti

Da quando è nato il bitcoin, abbiamo già assistito a ben 4 bolle principali e diversi forti rialzi minori:

• 2010: da $2 a $32 (+ 94%)
• 2012: da $70 a $230 (+ 70%)
• 2013: da $173 a $1200 (+ 85%)
• 2017: da $5800 a $20,000 (+ 71%)

In questo momento il prezzo del bitcoin si attesta intorno ai 6600 dollari con un picco minimo segnato due volte nel corso del 2018 pari a circa 5.800 dollari. Nel 2017 il bitcoin ha raggiunto il prezzo massimo di circa 20.000 dollari. Se confronto l’attuale 6.660 contro i 20.000 dollari del 2017, ho la sensazione di essere in un momento di stagnazione dei prezzi. Se però osservo la dinamica dei prezzi lungo tutto il periodo di osservazione non posso non rilevare che bitcoin abbia vissuto quattro bolle, cadute e riprese, e ogni volta abbia ottenuto nuovo valore: un qualcosa che semmai depone a favore della stabilità del suo prezzo. Perciò l’attuale prezzo di 6.600 dollari può essere interpretato come prezzo al ribasso all’interno di una dinamica che lo porterà su nuovi massimi ben più consistenti di quelli rilevati nel corso del 2017.

Ma .. che cosa è bitcoin?

Per spiegare bitcoin cercherò di rappresentare il tutto come fosse un gioco per bambini. Poi elencherò gli elementi distintivi di questo nuovo protocollo. Immaginiamo quindi una transazione semplice come lo scambio di una mela tra due persone su una panchina. La transazione non crea dubbi alcuni su chi detenga il possesso del bene (è chiaro nel momento in cui ho ricevuto la mela essa non è più in mano della persona che me l’ha consegnata perché è passata in mano mia). Inoltre non ho bisogno di terze parti per determinare chi è il possessore della mela. La mela è nelle mie mani perciò è mia. Ma che succederebbe se la mela fosse digitale? Ossia se ci fosse una rete di computer, nodo dopo nodo, lungo la quale i passaggi della mela venissero contabilizzati ed archiviati. In questo caso le cose si complicano perché io non posso essere sicuro che la mela che ricevo non sia stata data in precedenza o contestualmente anche ad altri. Per cui non posso essere sicuro che nella rete non si sia verificata una frode finanziaria (è il fenomeno del “double spending“ la stessa moneta viene spesa più volte in modo illegittimo). Come risolvere questo problema? Ossia come fare affinchè la stessa moneta non possa essere spesa due volte. Una possibile soluzione potrebbe essere quella di fare tenere ad una terza parte un registro delle transazioni delle mele. Però questa soluzione è costosa – ci vuole un soggetto terzo che gestisca il registro degli scambi – nel mondo fisico questo ruolo viene assolto dalle banche – e comunque ciò non rimuove il dubbio che questa terza parte possa in qualche misura manomettere il registro (potrebbe, ad esempio, aggiungere mele digitali qua e là). Una soluzione più efficiente è quella di creare un registro aperto, pubblico, condiviso, ove tutte le transazioni aventi a oggetto le mele digitali risultino aggiornate in tempo reale. Ecco dunque che : il registro pubblico, il “public ledger”, è il Bitcoin protocol , e le mele digitali sono i bitcoin. Il registro è sotto il controllo di tutti, una terza parte garante della autenticità delle transazioni non è necessaria in quanto il numero dei beni scambiabili (le nostre mele digitali) è noto all’inizio e non può essere aumentato. Pertanto Bitcoin è in buona sostanza un protocollo ed una piattaforma di scambio per beni digitali che funziona come lo scambio fisico di beni tra persone. Ovviamente, rappresentare il bitcoin come una mela che viene scambiata digitalmente è una semplificazione. Il funzionamento di Bitcoin è in realtà un po’ più complesso. Ma questo esempio a mio avviso aiuta a capire ciò di cui stiamo parlando.

UN PO’ DI STORIA

L’annuncio pubblico del progetto Bitcoin avviene attraverso la mailing list Cryptography il 31 ottobre 2008 da parte di Satoshi Nakamoto, il quale fornisce anche un link per scaricare il suo paper Bitcoin: A Peer-to-Peer Electronic Cash System. Lo sviluppo del software necessario è già iniziato prima di questo annuncio, da parte di Nakamoto. Viene subito coinvolto nel progetto anche Hal Finney, crittografo e programmatore noto per le sue posizioni di attivista politico: ha lavorato infatti alle prime versioni del programma Pretty Good Privacy. Shatoshi Nakamoto inizia l’attività di mining il 3 gennaio 2009, mediante la quale crea i primi cinquanta bitcoin. La prima transazione avviene il 12 gennaio 2009, quando Nakamoto invia, come test, dieci bitcoin a Finney. La versione 0.1 del software viene rilasciata il 13 gennaio 2009. Funzionante solo sotto Window, la cui esecuzione “trasforma” il computer in cui gira in un nodo della rete Bitcoin.
È possibile inviare e ricevere bitcoin oppure cooperare alla creazione di blocchi. Il protocllo prevede un numero massimo di bitcoin che potranno essere generati e posti in circolazione che è pari a 21.000.000. L’algoritmo prevede che la quantità di bitcoin che è possibile creare si dimezzi ogni 4 anni:
• dal 1° al 4° anno: 10.500.000 bitcoin;
• dal 5° all’8° anno: 5.250.000 bitcoin;
• dal 9° al 12° anno: 2.625.000 bitcoin
e così via fino al raggiungimento della produzione totale stabilita. Tetto massimo che si prevede verrà raggiunto dopo l’anno 2100 se si mantiene l’attuale livello di produzione.


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