Defibrillatore, trascuratezza inaccettabile: quante carenze a scuola e negli impianti sportivi

La riflessione su uno strumento che può salvare una vita ma che non è valorizzato a dovere. Si parte dagli esempi di Ancona

Batterie esaurite, elettrodi scaduti, altri non idonei per l’utilizzo sui soggetti in età pediatrica, ma quello che colpisce di più è il fatto che nella stragrande maggioranza degli impianti sportivi ma anche nel mondo della scuola non sempre è presente un operatore abilitato all’uso del defibrillatore. Solo nella scorsa settimana il 118 ha effettuato due interventi in scuole di Ancona per malori di bambini che hanno richiesto la presenza dell’automedica.

In un caso non era presente in sede il defibrillatore e soprattutto nessuno tra il personale tecnico di questa società sportiva era abilitato all’utilizzo di questo dispositivo. Paura che non è mancata neppure durante un incontro di calcio tra formazioni partecipanti al campionato juniores in zona Falconara dove si è avuto uno scontro aereo tra due giocatori con tanto di intervento dei sanitari in quanto uno dei due aveva perso conoscenza.

Uno scenario a dir poco preoccupante quello dei defibrillatori, e come se non bastasse ci sono tante persone in ambito scolastico ma anche sportivo che anni addietro hanno seguito un corso per la qualifica di operatore Dae poi per una serie di motivi non hanno provveduto ad effettuare a distanza di 24 mesi il retraining previsto per mantenere tale qualifica. Una sorta di aggiornamento che se non effettuato di fatto vanifica l’abilitazione conseguita. Legge prevede che il defibrillatore deve essere in dotazione sia a società sportive dilettantistiche che professionistiche e che i Dae automatici o semiautomatici devono essere presenti con tanto di operatori sia durante lo svolgimento di competizioni sia durante gli allenamenti.

Contrariamente a quanto si pensi, l’articolo 54 codice penale per stato di necessità tutela completamente dal punto di vista penale l’operatore non sanitario durante tutte le manovre sia di rianimazione sia di utilizzo del defibrillatore. Nonostante ciò persevera un certo scetticismo nei confronti del defibrillatore ma a questo punto appare necessario ricordare che le responsabilità civili e penali ricadono sul presidente o sul rappresentante legale di ogni singola società sportiva al di là della disciplina praticata. Molte federazioni che organizzano campionati  da un paio di anni a questa parte hanno reso obbligatorio la presenza in campo durante le partite ufficiali da loro organizzate di un operatore Dae che deve essere identificato dal direttore di gara e messo a verbale.

Una procedura assai comune nel basket, nel volley e nella pallamano anche se non tutti gli arbitri sopratutto nei campionati minori si ricordano di chiedere la certificazione all’utilizzo del defibrillatore. Un buco nero e anche di grandi dimensioni coinvolge il mondo del calcio dilettantistico dove a verbale in caso di gare ufficiali non viene richiesta la presenza dell’operatore Dae. Ad essere chiamato in causa anche il mondo della scuola dove la stragrande maggioranza del personale non è abilitato all’uso del defibrillatore a partire dalle scuole dell’infanzia.

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