Da Napoli alle Marche, tentata truffa da 10mila euro ad un 73enne

Denunciata una donna partenopea, si era finta operatrice bancaria facendosi un bonifico sul suo conto: un uomo di Jesi non ci è cascato

Si è finta operatrice bancaria, ha contattato un 73enne jesino, gli ha chiesto dei codici tramite sms ed è riuscita a effettuarsi un bonifico di 10mila euro. Peccato che la truffa sia rimasta soltanto “tentata”, in quanto l’uomo ha annusato che qualcosa non andasse ed ha avvertito la sua filiale bloccando il conto. Ora la donna, una 36enne napoletana, è stata denunciata dalla polizia ed ha già provveduto a restituire tutti i soldi.

La vicenda: sul finire del mese di settembre, la vittima (73enne uomo) riceveva una chiamata da un numero verde corrispondente a quello della sua banca ,ove aveva acceso il conto corrente cointestato con la moglie. Un operatore, segnalava che era in atto un tentativo di truffa preavvisandolo che avrebbe ricevuto, di lì a poco, un codice via sms che avrebbe dovuto comunicare, cosa che effettivamente provvedeva a fare. Pochi istanti dopo, richiamava lo stesso operatore richiedendogli di riferire l’ennesimo codice via sms. Stavolta, nutrendo il sospetto di un tentativo di truffa, si rifiutava chiudendo la telefonata. Poi contattato il numero verde della banca di riferimento, aveva conferma che si era trattato quasi certamente di una tentata truffa e, anche se non si riscontravano operazioni in uscita dal suo conto, provvedeva a bloccare il conto.

Recatosi presso l’agenzia di riferimento della sua banca veniva a conoscenza che poco prima del blocco del conto era stato disposto un bonifico di circa 10 mila euro, persuadendosi a formalizzare querela con la quale sarebbe stato richiesto il blocco del bonifico ottenendo entro pochi giorni lo storno sul suo conto corrente. Gli accertamenti investigativi, espletati all’indomani della querela, consentivano di verificare il beneficiario del mancato bonifico, una donna napoletana con conto corrente acceso presso una banca di Milano. Pertanto, si procedeva al suo formale deferimento in stato di libertà all’AG competente, per tentata truffa , tramite la Polizia del luogo di residenza.

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