Da Auser un Vademecum per l’integrazione

La presentazione martedì 6 novembre a Loreto

Da un momento storico dove ogni giorno ascoltiamo casi di discriminazione, l’impegno che parte dal Terzo Settore è una buona notizia che lascia ben sperare. Dai laboratori di sartoria nel fermano, all’apprendimento di un mestiere e prima ancora di una lingua. Dal prendersi cura di un orto a Macerata, alla creazione di turbanti per le donne italiane e straniere accomunate da diverse fragilità ad Ancona, fino ai richiedenti asilo che si occupano di verde pubblico nel pesarese. Tutte buone pratiche che arricchiscono chi le porta avanti e il territorio.

L’Auser, associazione che si occupa di invecchiamento attivo, ieri a Loreto ha presentato un Vademecum sull’integrazione, utile ai suoi soci e ai cittadini che lo vorranno consultare. Uno strumento anche di carattere pratico per sostenere le persone in difficoltà grazie alle soluzioni che ogni cittadino può mettere in campo per sostenere i diritti degli “ultimi”. Nasce nelle Marche ma sarà veicolato anche negli altri territori dove Auser opera.

Il Vademecum è il contributo che Auser, che si occupa principalmente di invecchiamento attivo e di apprendimento permanente, realizza per una integrazione partecipata delle persone straniere che non può che partire dall’istruzione e dalla formazione. Raccoglie le norme di riferimento ed anche il racconto delle buone pratiche Auser nella regione Marche.

 

Manuela Carloni, Presidente Auser Marche, parla di un filo rosso che attraversa tutte le azioni raccontate nel vademecum: la conoscenza. “Auser è rappresentata nelle Marche da una importante realtà consolidata, con più di 13.500 iscritti, 116 circoli e oltre 2000 volontari, che possono contribuire alla costruzione di un welfare di comunità, per una sussidiarietà ricca di partecipazione e solidale nello stesso tempo. I volontari possono essere motore di innovazione e di quei cambiamenti culturali che iniziano sempre dalle piccole cose. I soci Auser possono essere i migliori intermediatori per la diffusione del Vademecum.”

Il Vademecum riporta le diverse ed importanti esperienze messe in campo dalle Auser delle Marche per favorire l’integrazione. All’interno ci sono anche i progetti nati nella frazione di Collemarino di Ancona, grazie alla collaborazione con l’associazione Free Woman, il Comune e l’Auser, con il laboratorio “Su(l)la testa”, che vede protagoniste donne immigrate vittime di tratta e donne in terapia presso la Clinica Oncologica degli Ospedali Riuniti di Ancona. Un laboratorio nel quale le giovani straniere realizzano turbanti, prodotti con i tessuti e i colori dell’Africa, donati alle donne in cura chemioterapica, per migliorare la percezione di sé e della propria femminilità.

E ancora c’è la Fabbrica del Cittadino della Nuova Auser di Collemarino che permette alle donne presenti in Italia anche da molti anni, di imparare finalmente l’italiano perché possono portare con sé a scuola i loro figli accuditi dalle volontarie dell’Auser.

C’è il racconto del “Progetto Sprar MaceratAccoglie”, in cui il Comune e il Circolo Orti Fontezucca, che con Auser ha in gestione oltre 200 orti, insieme al Gruppo Umana Solidarietà (GUS), ha realizzato un’importante esperienza di lavoro volontario coinvolgendo sette giovani provenienti dal Golfo di Guinea, beneficiari di protezione internazionale. Fabrizio Dacrema, responsabile nazionale di Auser Cultura, indica nella attività di apprendimento permanente un vero e proprio antidoto contro il diffondersi di pregiudizi e stereotipi che ostacolano la positiva integrazione ed il dialogo interculturale.

 

Nella giornata di lavoro i volontari Auser si sono riuniti nelle commissioni per confrontarsi sui temi della Riforma del Terzo Settore e sull’organizzazione delle Auser nel territorio. A margine della conferenza di organizzazione è stato redatto un documento conclusivo, in cui è stata sottolineata l’importanza dell’Europa come soggetto capace di praticare politiche di coesione istituzionale e sociale, è stata rilanciata la necessità delle politiche pubbliche a sostegno dello sviluppo e della sua qualità, uno sviluppo che dovrà essere sempre più attento alla tutela delle risorse naturali e alla sostenibilità, in grado di creare occupazione di qualità e di garantire uno stato sociale adeguato alla realtà, in cui l’invecchiamento della popolazione costituisce un fenomeno che caratterizzerà i prossimi decenni e per il quale vanno previste le risorse opportune per affrontarlo seriamente.

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