Cus Ancona, preso Fioretti

Iuri Fioretti

CALCIO A CINQUE, SERIE A2 – Il jolly classe ’97 torna nel club in cui ha mosso i primi passi

Ha mosso i primi passi nel settore giovanile del Cus Ancona, ha debuttato in serie B con gli universitari per poi passare due anni fa alla Tenax Castelfidardo prima e al Cobà Porto San Giorgio poi, società con la quale ha sfiorato la serie A1. Ad essere chiamato in causa è Iuri Fioretti, classe 1997, un giocatore universale in fatto di ruoli che a distanza di due anni è tornato al Cus Ancona.

A spiegare il motivo di questo ritorno è lo stesso giocatore quanto mai legato all’intero ambiente del Cus Ancona: “Sono cresciuto con questa maglia ed ora che mi è stata data la possibilità di tornare non posso che essere felice della scelta fatta. Il Cus Ancona è una grande famiglia ma quello che davvero conta è il gruppo. Molti di questi ragazzi li conosco, ma devo dire che ho un rapporto speciale con Marco Belloni, ritroverò anche Gabriele Piersimoni”.

Si aspettava il Cus Ancona nel girone nel girone B di questa serie A2? “La cosa mi ha sorpreso, credevo alla vigilia della composizione dei gironi che ci avrebbero messo insieme alle squadre abruzzesi, molisane e laziali e invece ci siamo ritrovati dall’altra parte. Onestamente queste squadre a differenza dell’altro girone dove ho giocato per 2 anni non le conosco, ma questo potrebbe essere un bel vantaggio. Noi non conosciamo loro e loro non conosco noi, fatta eccezione per qualche video o immagini di partite. Resta il fatto che ci attende un campionato particolarmente difficile. Per il Cus Ancona si tratta di un appuntamento con la storia ed io che sono cresciuto in questa società non me lo volevo di certo perdere”.

Gironi a parte, che differenza c’è secondo il suo punto di vista tra la serie B e la serie A2? “Il livello tecnico è senza dubbio differente. In serie B ti puoi permettere certi errori, in serie A2 li paghi a caro prezzo uno di seguito all’altro. Anche i particolari possono fare la differenza in mezzo al campo. Serve preparazione fisica ma anche tecnica, ogni squadra ha giocatori che possono cambiare il volto di una partita da un momento all’altro”.

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