Cuprense, parola a Stefano Crosta: “Società sana e lungimirante, puntiamo sui giovani”

Stefano Crosta

L’intervista

Ai nostri microfoni Stefano Crosta responsabile del Settore Giovanile da venticinque anni e dirigente da oltre trent’anni della Cuprense, squadra militante nella Prima Categoria girone D, la quale si prepara alla prossima partita di domani ore 15:00 contro il Comunanza. La Cuprense è seconda in classifica ad un solo punto dalla capolista AFC Fermo.

Essere a un solo punto dalla capolista AFC Fermo crea pressione. Come gestite questa situazione all’interno dello spogliatoio a questo punto della stagione soprattutto per mantenere alta la motivazione della squadra in vista della sfida contro il Comunanza che sarà tutt’altro che semplice?

“Possiamo dirlo senza girarci intorno: essere a un punto dalla capolista crea inevitabilmente attenzione e aspettative, ma dentro lo spogliatoio la viviamo con una leggerezza che nasce proprio dalla nostra giovane età e dalla consapevolezza del percorso che stiamo facendo. La squadra sa di essere cresciuta molto. I risultati non sono frutto del caso ma del lavoro quotidiano, della continuità e del supporto della società. Questa consapevolezza ci permette di non trasformare la pressione in ansia. La viviamo come uno stimolo, non come un peso. L’ambiente è sereno: ci alleniamo con entusiasmo, ci divertiamo e rimaniamo concentrati su ciò che possiamo controllare. AFC Fermo è una squadra costruita per vincere e sta facendo esattamente il campionato che si era prefissata. La sfida contro il Comunanza sappiamo che sarà una partita tutt’altro che semplice, ma la motivazione è alta proprio perché arriviamo da un periodo positivo. L’approccio resta lo stesso: umiltà, intensità e fiducia nel lavoro che stiamo portando avanti”.

Zaharoui Ismail ha evoluto il suo ruolo all’interno della Cuprense dall’inizio della stagione portandosi a 11 reti come l’avversario che incontrerà in campo sabato Gesuè Simone. Quali sono i suoi punti di forza che lo rendono fondamentale per il vostro gioco offensivo?

“Zaharoui Ismail è l’esempio perfetto di quanto il percorso personale possa intrecciarsi con quello di una squadra. La sua evoluzione non sorprende chi lo conosce da vicino, perché il suo contributo va ben oltre le 11 reti segnate finora. Indossa questa maglia da quando aveva 6 anni. Questo crea un legame profondo con l’ambiente, con i compagni e con la storia della Cuprense. Gioca “di casa”, e si vede. Negli ultimi anni è sempre stato ai vertici della classifica marcatori. La continuità è uno dei suoi tratti distintivi: non vive di fiammate, ma di rendimento costante. È un ragazzo estroverso, sia nella vita che in campo. Questa personalità si traduce in coraggio nelle giocate, intraprendenza e capacità di accendersi nei momenti chiave. La sua velocità e imprevedibilità lo rendono difficilissimo da leggere per qualsiasi difensore. Ha colpi da categorie superiori, e spesso sposta gli equilibri con una giocata fuori copione. Si allena bene, ascolta, si mette in discussione e cerca sempre di migliorarsi. È questo atteggiamento che gli permette di crescere stagione dopo stagione. In vista della sfida con Gesuè Simone, un altro attaccante da prolifico, il confronto diretto aggiunge fascino alla partita, ma Ismail resta concentrato su ciò che sa fare meglio: essere decisivo per la squadra.”

Il campionato è ancora lungo ma il percorso della Cuprense ormai non è più una sorpresa, squadra costruita per grandi obiettivi, cosa vi aspettate da questo rush finale di stagione?

“La Cuprense 1933 sta vivendo un percorso che ormai non può più essere definito una sorpresa, ma questo non cambia il modo in cui dentro al gruppo si guarda al finale di stagione. La società è sana e, a mio avviso, anche lungimirante: ha scelto con decisione di puntare sul proprio settore giovanile, costruendo una gestione sostenibile e creando un’identità forte che oggi si riflette in campo. Questo progetto ha permesso alla squadra di crescere anno dopo anno, arrivando spesso nelle posizioni di vertice e centrando più volte i play‑off, pur pagando talvolta la giovane età del gruppo. La maturità raggiunta ci insegna che gli obiettivi non si dichiarano, si conquistano. Si raggiungono migliorandosi con il lavoro quotidiano, non con i proclami. Per questo affrontiamo il rush finale con equilibrio: consapevoli del nostro valore, ma anche del fatto che ogni traguardo passa attraverso continuità, sacrificio e umiltà”.


Giorgia Traini
Author: Giorgia Traini

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