“Cska Corridonia compatto nelle difficoltà, handicap non giocare nel nostro campo”

Cska corridonia carducci

SECONDA CATEGORIA – Parla lo storico presidente Carducci, rifondazione dopo la retrocessione dell’anno scorso. “L’Enaoli ci manca tanto”

di Matteo Meschini

Nel girone E di Seconda Categoria nelle ultime due gare il Cska Corridonia ha collezionato 2 vittorie su 2 allontanandosi un po’ dalle zone basse della classifica e salendo a 29 punti in 11esima posizione. Ai nostri microfoni lo storico presidente della società Giorgio Carducci: “La società è nata nel 2010.  Eravamo tre soci: io, Manuel Morresi e Alessandro Di Caprio. Siamo partiti da un gruppo di amici, giocavamo anche noi e abbiamo poi nel tempo scalato le categorie fino alla Prima. L’anno scorso poi è stato disastroso e siamo retrocessi. Ma la cosa fondamentale che non è mai mancata è la coesione e compattezza societaria anche in questi ultimi due anni di difficoltà”.

La squadra di patron Carducci dopo tre anni di Prima Categoria e diversi anni nel girone F di Seconda si è trovata quest’anno nel girone E: “Non conoscevamo quasi nessuno ma rispetto al girone F è più tosto, le squadre sono più attrezzate e il livello è più alto di quando facevamo la Seconda. Negli ultimi due anni stiamo soffrendo il fatto di non giocare sul nostro campo, l’Enaoli”, infatti il Cska lo scorso anno ha giocato le gare casalinghe a Villa San Filippo mentre quest’anno divide l’Ippodromo col Corridonia, “è un handicap giocare su un campo così grande e con così pochi punti di riferimento.” Prosegue poi sul momento dei suoi “nell’ultimo mese abbiamo fatto bene, oltre alle 2 vittorie abbiamo perso senza demeritare col Casette d’Ete, che credo vincerà il campionato meritatamente per la continuità mostrata fino ad ora e che insieme a Real Telusiano e Helvia Recina sono le squadre più forti”.

Abbiamo poi chiesto un bilancio a questo punto della stagione: “Eravamo consapevoli delle difficoltà legate al campo e comunque abbiamo cambiato tanto. Indubbiamente pensavamo di trovarci in una situazione di classifica differente, all’inizio puntavamo ai playoff ma durante il percorso abbiamo dovuto rivedere i piani. La mia più grande delusione è stata vedere che alcuni giocatori su cui avevamo puntato si sono poi persi e hanno preferito altre strade e noi abbiamo preferito non trattenerli. Rispetto alla rosa che avevamo a inizio anno qualcosa ora manca ma quelli che sono rimasti meritano una menzione speciale e li devo ringraziare. Le difficoltà sono state varie, come società abbiamo cambiato 3 allenatori e questo vuol dire che senza dubbio qualcosa si è sbagliato”.

“Lo scorso anno è finito un ciclo che si è chiuso con la retrocessione. Quando finiscono i cicli non è mai facile e quest’anno abbiamo deciso di cambiare tutto: 21 giocatori su 24. Abbiamo rifondato la squadra puntando sull’inserire tanti ragazzi di Corridonia. La cosa più importante è gettare le basi per il gruppo del futuro. Abbiamo poi preso alcuni giocatori a gennaio e dopo il cambio in panchina la squadra si è rigenerata. Quando a dicembre abbiamo capito che non potevamo più ambire ai playoff c’è stato un crollo ma poi il gruppo si è ricompattato e devo ringraziare chi è rimasto e si è rimboccato le maniche sposando la causa. Questo mi fa ben sperare per il futuro. Un domani mi auguro di tornare in Prima Categoria e di collaborare alla gestione dei campi e del settore giovanile per il bene del calcio a Corridonia”.

Un occhio al prossimo match, da calendario sabato contro il Colbuccaro in trasferta, con l’ultimo scontro tra le due squadre che risale addirittura al 2012\13 nella finale playoff di Terza Categoria vinta 1-0 dal Colbuccaro: “Con loro abbiamo un buon rapporto però è sempre un derby sentito. Sarà una partita molto difficile in un campo piccolo. Entrambe abbiamo bisogno di punti ma l’importante è non perdere e non riaprire i giochi considerando che loro sono a 21. Non vorrei arrivare alle ultime partite per conquistare la salvezza diretta ma fare quei 4,5 punti per la matematica il prima possibile”.

In vista della prossima stagione: “L’anno prossimo torniamo a casa nel nostro stadio e non vediamo l’ora. Non vogliamo cambiare di nuovo tutto ma confermare gran parte del gruppo di quest’anno inserendo poi qualche innesto. Ma prima bisogna salvarsi”.

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