Crollo Pd, Gregori: “Disastro annunciato, Benigni e Terrani facciano autocritica”

I cinque Dem candidati con Canducci al contrattacco

La commissione di garanzia del Pd Piceno ha convocato cinque iscritti che alle elezioni comunali del 3 e 4 ottobre si sono candidati nella lista Democratici per Canducci. Il segretario dell’Unione comunale di San Benedetto del Tronto, Claudio Benigni, ha dichiarato a YouTvrs che secondo la statuto del partito i cinque saranno espulsi. E sono: Alessandro Marini, Sabrina Gregori, Catia Nucci, Fabrizio Oddi ed Ermanno Consorti.

A distanza di qualche giorno dai fatti i dissidenti Dem rispondono a Benigni. “Abbiamo aspettato qualche giorno prima di commentare le lettere arrivate di avvio del procedimento (che non sono lettere di espulsione), perché riteniamo che il basso livello al quale il Pd è arrivato meritasse solo silenzio da parte di una classe dirigente inadeguata, ma questo non è accaduto”, a nome dei cinque parla Sabrina Gregori.

Continua: “Chi non è stato capace di tenere unito il partito, chi è riuscito a distruggerlo, chi ha portato il partito ai minimi storici, chi non è riuscito ad eleggere neanche un consigliere, oggi continua a dare lezioni, a puntare il dito contro di noi, invece di assumersi le responsabilità politiche che il risultato elettorale richiede.

Se fino a qualche mese fa eravamo completamente ignorati, ora ci dà la responsabilità di questa Caporetto. Non dovremmo essere noi quelli giudicati davanti ad un tribunale dell’inquisizione ma i fautori di questo annunciato disastro politico.

Se persino Matteo Ricci arriva a dire che avrebbe dovuto commissariare questo partito, forse qualche errore è stato fatto, che tutti questi torti non li avevamo, che il percorso intrapreso da quei dirigenti era sbagliato, che il mancato rispetto dello statuto sul coinvolgimento degli iscritti ha difatti portato ad uno scollamento del partito dalla città. Molti iscritti ci dichiarano vicinanza, incapaci di capire come sia possibile nessuna presa di responsabilità da parte di questa classe dirigente e aspettano con ansia la convocazione di un’assemblea per l’analisi del voto”.

Insiste Sabrina Gregori: “Oggi, sinceramente, quello che a noi preoccupa di più è la spasmodica caccia alle streghe, non perché non siamo pronti ad assumerci le nostre responsabilità (che è solo quella di aver richiesto per mesi il rispetto degli iscritti e dello statuto), ma perché non ci si pone minimamente nella condizione di autocritica da parte del segretario di San Benedetto Benigni e anche del segretario provinciale Matteo Terrani, che pensa a mettere il cappello sulla vittoria di Spazzafumo anziché prendere provvedimenti nel suo partito.

Per noi sarebbe più importante cercare di comprendere le motivazioni profonde che hanno portato il Pd a questo risultato e a come si possa intraprendere un nuovo percorso di dialogo interno fatto di reciproco rispetto e coinvolgimento, non solo degli ormai pochi iscritti rimasti, ma di un elettorato che attende risposte – conclude Sabrina Gregori – e che vorrebbe soltanto poter contare su un PD unito e coeso e che faccia da fulcro ad un nuovo centrosinistra.

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